Un grosso buco nell'acqua... anzi nemmeno!
Posted by fulvio di Lunedì, 03 Marzo 2008 - 05:57 PM (323 Reads)

Questa mattina, di buon ora, ci siamo ritrovati in località San Vito - Pozzuoli (praticamente la strada parallela a via Campana) Ipogeo, io e Graziano Ferrari, lo speleo milanese con cui da qualche mese abbiamo avuto una fitta relazione epistolare (mail).
Proprio il Graziano, grazie ai suoi buoni auspici, ha stabilito un contatto con la Soprintendenza Archeologica di Pozzuoli, che nelle immediate vicinanze ha in corso una serie di scavi. Da questi contatti è nata la richiesta di ispezionare due pozzi adiacenti alla zona di scavo.
La vicinanza dei due pozzi (circa cinquanta metri) e il loro posizionamento lungo l'antica strada consolare, ci aveva fatto sperare che potessero essere dei pozzi di luce dell'acquedotto Campano (condotta idrica di età romana) e che quindi attraverso essi saremmo entrati nel formale, rilevando un nuovo pezzo della storia sotterranea delle nostre zone.
Come si evince dal titolo della news, la giornata non ha proprio preso la piega da noi sperata e tutta una serie di contrattempi hanno...
vanificato i nostri sogni.
E' d'obbligo informarvi che dei due buchi non avevamo alcuna notizia.
La prima sorpresa è stata constatare che dei due pozzi uno era pieno d'acqua sino a circa dieci metri dal bordo e quindi non ispezionabile, mentre il secondo, a causa della luce solare esterna, non lasciava intravedere il fondo. Non ci siamo persi d'animo e, sollevata la pesante griglia metallica che lo chiudeva, abbiamo armato con due corde da 30 metri. Indossati gli imbrachi, preparate le apparecchiature fotografiche e da ripresa, Ipogeo (che scalpitava) ha iniziato subito la discesa. Dopo pochi minuti la seconda sorpresa della giornata: da sotto ci è giunta la voce di Ipogeo che ci avvertiva che i trenta metri di corda finivano nemmeno alla metà del pozzo. Non ci siamo persi d'animo, c'era ancora una corda di venti metri che ci consentiva una giuntura. Non era proprio il massimo della comodità ma ormai era diventata una questione di principio. Ritirata su la seconda corda...due "Savoia inseguiti" (...che se li prendevano gli facevano un c..o così) collegati da un moschettone con ghiera...e ora avevamo una corda da cinquanta metri. Non è bastata neanche quella. Ipogeo sempre più insofferente ha gridato:- "Non tocca!". Mancava ancora una decina di metri. Inutile fare altre giunzioni, abito a un paio chilometri di distanza, facevo prima se andavo a prendere delle matasse più lunghe. Detto fatto! Poche decine di minuti e sono tornato con tanta di quella corda da andare a prendere anche Belzebù per le corna se fosse stato necessario! Armo veloce, Ipogeo passa sulla nuova corda e, dopo qualche minuto, ci arriva la terza fregatura. Arrivato sul fondo, a - 56.20, tutto finiva lì. In pratica non era il pozzo di luce di nessun acquedotto, ma un normalissimo scavo che andava a pescare l'acqua della sottostante falda. Nessuna galleria ci aspettava per essere esplorata. Le dimensioni anguste della sezione (m 1.20 x 1.20) non lasciavano nemmeno molto spazio e così si è deciso che sarebbe scesa solamente una seconda persona per scattare le foto (Ipogeo è addetto solo alle riprese video); a questo punto è stato ovvio che il Graziano, che era appositamente venuto da Milano, si facesse la discesa; io...me la sono scansata. Ora avrete anche capito il titolo "Un grosso buco nell'acqua... anzi nemmeno!" e già...grossa delusione e sotto non c'era nemmeno un filo d'acqua!
Di seguito tutte le foto che ho scattato e presto dovrebbe arrivare il video di Ipogeo e le foto interne di Graziano. Speriamo che la prossima volta ci vada meglio.
Le prime foto
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