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NeandertalMan |
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Oggetto: La prima volta Inviato: 11 Nov 2005 - 11:57 AM |
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Talpa

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Località: Quarto (Na) - Italy
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Questa volta mi è venuta voglia di raccontarvi la mia prima volta, ovviamente vi parlerò della prima vera esperienza speleologica
Di anni ne sono passati parecchi, ma il ricordo resta ancora vivo, era una calda giornata primaverile e la voglia di andare a scuola quel giorno era proprio molto scarsa.
Eravamo in quattro, Renato, Giorgio, Mimmo ed io e dopo una breve riflessione sul da farsi, decidemmo che quella mattina sarebbe stato bello passarla al sole in riva al mare.
Per chi non fosse napoletano, devo precisare che di posti simili, nella nostra città, vi è una ampia possibilità di scelta, con noi la natura è stata benevola.
Optammo per la baia di Trentaremi.
Il posto era estremamente suggestivo, tranquillo e certamente ci poneva al riparo dall'incontro, non certo desiderato, con un genitore o peggio qualche professore.
Con i libri e i quaderni di scuola sotto al braccio, ci incamminammo per raggiungere la nostra meta.
Ho fatto questa citazione dei libri e dei quaderni perché, anche se ancora non lo sapevamo, avrebbero avuto un ruolo fondamentale in quella avventura.
Partivamo dal Vomero e dovevamo raggiungere Posillipo, il quartiere di Napoli che si affaccia sulla parte più bella del golfo.
Per l'occasione prendemmo l'autobus 183, quello che normalmente utilizzavamo per andare al mare.
E così, dopo circa mezz'ora, avevamo raggiunto il Capo di Posillipo, da lì ci attendevano ancora due o tre chilometri da percorrere a piedi.
Avremmo dovuto percorrere prima un tratto di via Tito Lucrezio Caro, ampia strada che, all'ombra dei suoi pini secolari, si snoda serpeggiando sino a raggiungere il Parco delle Rimembranze, oggi Parco Virgiliano, poi imboccare la Discesa della Gaiola, che al contrario è una strettissima strada che, tra campi coltivati, case coloniche e le prime ville dei ricchi, raggiungeva il mare. Oggi, purtroppo, i campi coltivati sono spariti insieme alle case coloniche e alti cancelli celano lo sguardo sulle ville dei nuovi "Patrizi", e dire che questa zona era, ed è stata per anni, la preferita da i giovani della Napoli alternativa.
Ma torniamo a noi, dopo circa un chilometro la stradina si biforca, un tratto, a scale, conduce alla Gaiola e un secondo, svoltando verso destra, porta all'imbocco della Grotta di Seiano.
A questo punto corre l'obbligo di fare un poco di storia.
Tutta l'area, prima di essere apprezzata dai giovani napoletani, era stata già notata in passato e i romani, quelli dell'Impero, ci avevano impiantato ville, porti e templi.
Proprio per favorire i collegamenti era stata realizzata, da Seiano appunto, una galleria lunga circa 850 metri, che collegava la piana di Bagnoli con la zona di Posillipo.
L'ingresso della galleria era impedito da un alto muro di Cemento, ma figuriamoci se poteva tenere fuori quattro ragazzini scalmanati, il muro stesso era diventato oggetto di una guerra privata tra i giovani e le autorità, noi lo bucavamo o piantavamo dei chiodi per favorirne lo scavalcamento e loro lo ripristinavano sempre più alto.
Ma alla fine non serviva si passava comunque.
La galleria era maestosa, nella prima parte, rettilinea, era alta circa quindici metri e larga una decina, in leggera discesa e con un bel venticello fresco che perennemente l'attraversava.
Non era certamente la prima volta che percorrevamo quel posto, lo conoscevamo bene, almeno così credevamo ...
A circa 100 metri dall'ingresso, sulla sinistra, una diramazione lunga 40, si affacciava, con una finestra, nella falesia della baia, la vista era spettacolare, dall'alto vedevi la baia con un'acqua sempre azzurra, sulla sinistra le rovine di una casa abbandonata a strapiombo sul mare, sulla destra il promontorio del Cavallo di Mare e al centro, semisommerso dall'acqua, ciò che resta di un duomo di lava, la Chiana.
Quello era il posto dove portavamo gli amici di altre città, quando volevamo stupirli, e il trucco ha sempre funzionato, restavano sempre tutti a bocca aperta, e del resto come poteva essere altrimenti, gli ingredienti c'erano tutti, "la grotta, il buio, il vento e poi, d'improvviso ... il paradiso".
La baia di Trentaremi in un controluce degli anni '80 - foto di Giuseppe Canone
Una piccola divagazione, la baia è ciò che resta di un cratere vulcanico, ha infatti una forma semi circolare, la baia si chiama Trentaremi perché, ai tempi dell'Imperatore Augusto, era un porto per le Triremi romane. Un pò di cultura non fa mai male.
Dicevamo; passata la prima diramazione, dopo altri 120 metri, una seconda diramazione sulla sinistra, lunga circa 20 metri ma più larga e contemporaneamente più bassa, in un punto dovevi chinarti per non urtare con la testa, risbucava sulla parete della baia, ma questa volta non era a strapiombo, un tortuosissimo sentierino, zigzagando con una pendenza da brividi, ti portava direttamente sulla spiaggia.
Ci affacciammo, eravamo pronti per scendere, ma ad un tratto si materializzò una proposta più interessante.
Non ricordo di chi fu l'idea, forse Giorgio era quello con le pensate più estreme:
"Ragazzi, non mi va di andare al mare, cosa ne dite di vedere dove va a finire la galleria?".
Già la galleria, non vi avevo detto che oltre la seconda diramazione a sinistra, la galleria principale prosegue nel buio più assoluto e nessuno di noi l'aveva mai percorsa, e si sà l'avventura a quell'età è al disopra di tutto il resto.
Accettammo, ma c'erano un paio di problemi da risolvere.
Il primo tratto della galleria è rettilineo e l'ampio ingresso, congiuntamente alle due diramazioni laterali, portava all'interno una quantità di luce sufficiente a farti vedere dove mettevi i piedi ma oltre, dopo pochissimi metri, il buio era totale.
Come cavolo l'avremmo risolta?
I libri e i quaderni ... Bastò un attimo e la decisione unanime fu che potevano essere giustamente sacrificati per la conoscenza, tanto quello era lo scopo per cui erano nati, il sapere, e noi volevamo sapere cosa ci fosse oltre, lo facevamo per la scienza.
Cominciammo a strappare pagine e, dopo averle arrotolate ... gli demmo fuoco, era esaltante, la curiosità che ha spinto la razza umana ad evolversi aveva preso il sopravvento e quindi il sacrificio di qualche libro sarebbe stato ampiamente ripagato dalla luce della conoscenza.
C'incamminammo, il vento, che soffiava sempre più impetuoso sovente spegneva le artigianali torce lasciandoci ridenti ed imprecanti in un buio assoluto.
Ma le difficoltà non ci fermavano, anzi ci esaltavano e, presi da una foga, giù altre pagine a bruciare e noi sempre più ad avanzare.
In fila indiana proseguimmo per qualche altro centinaio di metri, la sezione della galleria si era molto ristretta e una serie infinita di archi separati da pareti in Opus reticolatum, proiettavano ombre sinistre sui muri, era quello che ci voleva, un poco di brivido non fa mai male.
Fu ad un tratto, il vento si fece impetuoso e le torce si spensero tutte. Il buio ci avvolse completamente. Tastoni cercammo le pareti laterali e ci fermammo per preparare nuove torce.
Il difficile fu accenderle, il vento lo impediva, ma in uno di quei rari momenti di luce vedemmo la sorgente di quel vento, non veniva dal fondo della galleria, ma da un buco nella parete sinistra.
Un buco, il vento, ad un tratto la galleria non ci interessava più, era troppo facile, quel buco no ... non potevamo farcelo scappare, capimmo che quella era la nostra avventura, non ci fu nemmeno bisogno di discutere.
Si udì una sola parola ... Entriamo.
Il difficile fu proprio quello, entrare.
Il buco era appena sufficiente, si passava uno per volta e, per colpa del vento, si doveva entrare al buio senza sapere minimamente cosa ci fosse dall'altro lato, poteva anche esserci un salto.
Non finimmo nemmeno di dirlo che Giorgio, la testa di c.... , era già dentro e ci rassicurava di essere ancora vivo.
Uno alla volta passammo tutti, il cunicolo era strettissimo, in alcuni tratti basso da dover camminare carponi, ma la cosa più interessante era che le torce rimanevano accese, il vento era costante e si riusciva a non farle spegnere.
Il cunicolo era molto irregolare, si allargava e si stringeva, il piano di calpestio non era quasi mai orizzontale, saliva e scendeva, e la direzione non era mai rettilinea per più di quatto-cinque metri.
E come se non bastasse, nugoli di moscerini alle pareti, disturbati dal nostro passaggio, iniziarono a volare, non riuscivi nemmeno a respirare, entravano nella bocca e nel naso.
Ci riparammo alla meglio e proseguimmo.
Non so dirvi quanto tempo ci mettemmo, ricordo solo che allora non finiva mai, poi, all'improvviso, la luce, prima fioca e appena accennata, poi man mano sempre più forte fino a diventare improvvisamente accecante.
Oggi so che il cunicolo che allora percorremmo era lungo circa 250 metri.
Era l'uscita, anch'essa stretta, che con una piccolissima cengia s'affacciava sulla baia successiva a quella di Trentaremi.
Ci sistemammo alla meglio, seduti all'aria aperta a godersi lo spettacolo, ne era valsa veramente la pena.
Restammo li una mezz'ora poi decidemmo di tornare sui nostri passi; ripercorremmo il cunicolo, questa volta i moscerini erano ancora più numerosi, nessuno era più fermo sulle pareti, erano tutti in volo, ma passammo lo stesso.
Quella mattina, al ritorno avevamo qualche libro e quaderno in meno, ma avevamo vissuto un'avventura che non avremmo dimenticato, e per uno di quei ragazzi, quella mattina era scattato qualche cosa che ancora oggi, a distanza di anni, quando lo pone davanti ad un ambiente buio e sconosciuto lo sprona a cercarne la fine.
Se siete registrati e volete saperne di più allora guardate la scheda della cavità C0121 |
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NeandertalMan
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NeandertalMan |
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Oggetto: Le fotografie di Oscar del 28 maggio 1974 Inviato: 04 Gen 2006 - 06:09 PM |
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Talpa

Registrato: 24 Gen 2004
Messaggi: 1153
Località: Quarto (Na) - Italy
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Sempre alla ricerca di antichi cimeli, sono riuscito a recuperare 11 diapositive, fatte da Oscar il 28 maggio 1974.
Gli scatti mostrano Oscar, Ciro e Gennaro durante una tiepida giornata della primavera del '74.
Le immagini, realizzate con una fotocamera Yashica 6 X 6, mostrano i segni del tempo, ma restano un documento unico sulla nostra gioventù e sui luoghi da noi frequentati oggi non più accessibili.
La Grotta di Seiano e la baia di Trentaremi
All'ingresso
Il cavallo di mare
La baia da dentro
Notte sul mare
Le grotte a mare
Gli scogli
La spiaggia
Il sentiero sul cavallo di Mare
L'uscita sulla parete
La montagna
Il riposo dei Giusti |
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NeandertalMan
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Scintilena |
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Oggetto: Re: La prima volta Inviato: 31 Lug 2006 - 07:33 PM |
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Dolichopoda
Registrato: 03 Dic 2005
Messaggi: 13
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Mi hai fatto venire i brividi )
Hai bruciato i libri per farti luce sulle cavità artificiali di la verità sei subito passato alle cavità artificiali e quelle naturali le prendi in considerazione giusto se le incroci
Saluti da Andrea! ma come si fa a mettere i commenti sulle notizie di Napoli underground? Non ti stò prendendo per i fondelli... |
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NeandertalMan |
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Oggetto: Re: La prima volta Inviato: 31 Lug 2006 - 07:46 PM |
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Talpa

Registrato: 24 Gen 2004
Messaggi: 1153
Località: Quarto (Na) - Italy
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Mi hai fatto venire i brividi )
Hai bruciato i libri per farti luce sulle cavità artificiali di la verità sei subito passato alle cavità artificiali e quelle naturali le prendi in considerazione giusto se le incroci
Saluti da Andrea! ma come si fa a mettere i commenti sulle notizie di Napoli underground? Non ti stò prendendo per i fondelli... |
Il problema è che noi napoletani... notoriamente... siamo degli scansafatiche e allora perchè affannarsi su per le montagne se di buchi, sotto casa, ce ne sono tanti
Ma quando... proprio non se ne può fare a meno... ci facciamo pure quelle naturali... da queste parti stiamo parecchio allupati
Per la storia dei commenti sotto le news ti mando una mail e ti spiego. |
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NeandertalMan
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Zool |
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Oggetto: Inviato: 02 Lug 2007 - 04:45 PM |
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Dolichopoda
Registrato: 29 Feb 2004
Messaggi: 153
Località: Napoli
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Mitico!!!
Sono queste esperienze che segnano indelebilmente giovani ragazzini come noi che poi da grande si danno a cose pazze....
Anche io ho sempre vissuto molte avventure......viva l'avventura!!! |
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NeandertalMan |
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Oggetto: Inviato: 02 Lug 2007 - 04:48 PM |
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Talpa

Registrato: 24 Gen 2004
Messaggi: 1153
Località: Quarto (Na) - Italy
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Mitico!!!
Sono queste esperienze che segnano indelebilmente giovani ragazzini come noi che poi da grande si danno a cose pazze....
Anche io ho sempre vissuto molte avventure......viva l'avventura!!! |
Si va bè... ma mo' non ti montare la testa... ci sono RAGAZZINI e ragazzini  |
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NeandertalMan
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