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Autore Messaggio
fulvio
 Oggetto: Storia di un’amicizia MessaggioInviato: 28 Giu 2005 - 05:31 PM
Talpa


Registrato: 24 Gen 2004
Messaggi: 1150
Località: Quarto (Na) - Italy
Quella che voglio raccontarvi oggi è la storia di una vecchia amicizia nata, quasi per caso, nel 1989.
La persona di cui voglio parlarvi è Gennaro Graziano, ex Vigile del Fuoco del Nucleo Sommozzatori.
Voi vi chiederete cosa c’entra un sub con la speleologia … C’entra … C’entra.
Allora cominciamo con calma e partiamo dall’inizio.
Era il 1989 e un giorno fui contattato da un gruppo di Vigili del Fuoco che si presentarono con una strana richiesta, volevano girare un documentario sul sottosuolo napoletano. Shocked
Non vi ho precisato che a quei tempi lavoravo presso l’Ufficio Sottosuolo del Comune di Napoli ed ero considerato la “testa d’ariete” Sei fuori!? quando erano necessarie ispezioni sotterranee con un elevato grado di difficoltà.
Ero giovane, la passione era al culmine e la voglia di misurarsi sempre con nuove esperienze mi aveva fatto guadagnare, sul campo, il titolo, ufficioso, di speleologo comunale.
Mi chiamavano sempre quando le difficoltà erano alte.
Allora, quella mattina si presentarono in tre, un tipo grosso con una strana tuta Eyes , scoprii presto che era un pilota del Nucleo Elicotteri, amava farlo notare, Vincenzo Savarese; Un secondo, più anziano, era il cameraman del Nucleo Documentazioni di Salerno, Natale Lambiase e un terzo, un ragazzo di cui, purtroppo, non ricordo il nome.
Mi accennarono del loro progetto, mi dissero che già negli anni precedenti c’era stato un simile tentativo da parte dei VV.F. che però era abortito senza produrre risultati.
L’idea mi solleticò in modo particolare, avrei potuto condurre questa gente, che non aveva nessunissima conoscenza di speleologia e quantomeno di cosa ci fosse sotto la nostra città, in giro e, di parte mia, avrei fatto esperienza di fotografia e riprese sotterranee.
Accettai di buon grado, del resto nel portarli sotto terra, contemporaneamente, avrei svolto il mio lavoro che consisteva nella periodica ispezione di cavità.
Coordinammo il lavoro con l’allora dirigente dell’ufficio, il dott. Ulisse Lapegna, e, dopo qualche giorno di pianificazione, partimmo.
Le riprese durarono circa tre mesi, durante i quali condussi questi amici alla scoperta di una Napoli che loro nemmeno immaginavano. Mi divertivo moltissimo a vedere le loro facce stupite in quegli ambienti non certo frequentatissimi dal corpo dei VV.F. e ancor meno da un elicotterista, un cameraman e un allievo. Eyes
Fu molto divertente ed entusiasmante per tutti. Laughing
Avevamo esaurito tutte le tipologie di cavità presenti, eravamo stati nei vecchi acquedotti con i loro strettissimi cunicoli; avevamo filmato le enormi cave di tufo del Vallone S. Rocco e di via Nicolardi; una puntata nelle gallerie romane di Posillipo e nelle catacombe della Sanità.
Avevamo raccolto materiale sufficiente a montare il documentario e quindi il nostro compito era esaurito. Avremmo potuto chiuderla così.
Ma … Ebbi un’idea … Idea Idea Idea
- “Cosa ne pensate di andare in una cavità che nemmeno io conosco, ci organizziamo scendiamo e scopriamo insieme di cosa si tratta. Sarebbe un finale avventuroso degno del lavoro svolto”.
Pensavo che la mia pensata fosse accolta con poco entusiasmo, del resto erano tre mesi che giravamo sotto terra, e non sempre in situazioni piacevoli.
Ma mi sbagliavo … Ormai erano dei veterani anche loro e l’idea di documentare una cosa nuova li intricava non poco.
- “Ok … Organizziamoci subito, andiamo a dare uno sguardo, poi decidiamo sul da farsi. NodNod
La cosa che stavo proponendo era l’ispezione di una profonda voragine che, pochi giorni prima, si era improvvisamente aperta in un campo coltivato a Chiaiano.
Andammo stesso quella mattina. La cosa era effettivamente impressionante. Un buco del diametro approssimato di circa 3-4 metri di cui non si vedeva il fondo. Shocked
Il contadino ci raccontò che pochi giorni prima, sua moglie, mentre era intenta a coltivare una parte del campo, sentì, improvvisamente e senza nessun preavviso, un sordo boato alle sue spalle, si girò, e con il terrore che potete immaginare, si rese conto che a quattro o cinque metri da lei si era aperto quell’enorme buco.
Superato lo shock scappò in casa e telefonò al Comune per chiedere aiuto.
Quindi io in ogni caso sarei dovuto scendere per ispezionare, rilevare e verificare l’entità del dissesto.
Sarebbe stato simpatico farlo con quelli che da tre mesi erano i miei compagni d’avventura.
Una cosa che ho sempre invidiato ai VV.F. erano le loro attrezzature, avevano tutto, anche quello che noi non immaginavamo, e godevano nel mostrarlo. Wink
Fu così che Vincenzo pensò di prendere contatto con il Nucleo Sommozzatori, loro erano dotati di una telecamera subacquea che utilizzavano per le loro ricerche e l’avremmo potuta calare nella voragine prima di scenderci. Avremmo avuto un’idea di cosa ci aspettava.
Non dimenticate che eravamo nel 1989 e queste cose ora alla portata di tutti, erano pura fantascienza.
Dopo i Briefing di rito Cool , loro sono così abituati, si decise per la data.
Una settimana più tardi, ci recammo sul posto e fummo raggiunti da due grossi furgoni rossi e bianchi con la scritta Vigili del Fuoco – Nucleo Sommozzatori, erano pieni di attrezzature, Bombole, mute, scale, sezioni di ponteggi in alluminio e quello che sembrava una sala di regia di un set cinematografico. Una decina di persone tra effettivi e ausiliari completava il quadro.
Il tutto mi sembrò alquanto esagerato, del resto si trattava solo di un buco … Ma tant’è … Oramai ero quasi abituato e pensai che comunque sarebbe stato divertente.
Le operazioni preliminari durarono un paio d’ore. Fu spianato il bordo della voragine, furono smosse tutte le pietre e zolle di terreno instabili, fu preparato, con i ponteggi di alluminio, una pedana proprio sul buco, fu allestito, sotto una tenda, il centro di regia e allacciati diversi monitor.
Durante quella fase io mi misi ad osservare divertito, ricordo che era una giornata di sole e faceva già molto caldo, la mia postazione era all’ombra di un albero. Sarei intervenuto quando tutto il lavoro pesante era stato completato.
Già … Il lavoro pesante … C’era una persona che si diede un gran da fare. Fu quello che imbracato alla meglio pulì il bordo della voragine, che costruì la prima parte della pedana.
Era uno dei sommozzatori, Gennaro, alla fine era quello che si era ammazzato di fatica più di tutti.
Alla fine tutto fu pronto e dalla pedana cominciarono a calare la telecamera.
Era la prima volta che utilizzavo una simile attrezzatura e la curiosità era forte.
Fu un andirivieni dalla pedana alla tenda con i monitor. Era emozionante, ma a dire il vero non si riusciva ad apprezzare le dimensioni di quello che si vedeva.
Sembrava tutto molto grande, forse l’effetto deformante dell’obiettivo.
A tratti sembrava di scorgere dei cunicoli lungo il pozzo, ma non si capiva bene.
La telecamera era dotata di un’ottica grandangolare per riprese ravvicinate che mal si adattavano alle panoramiche.
Comunque dopo oltre trenta metri toccò il fondo mostrando una grossa china di terreno, ovviamente quello caduto dall’alto, qualche ramo, e nugoli d’insetti che svolazzavano in giro.
Ok … Le riprese durante la discesa erano ottime, sarebbero certamente servite per il documentario, ma ora toccava a me, dovevo scendere per rendermi conto di persona.
Armai il pozzo con le mie corde statiche, montai quattro sezioni di scalette in alluminio e acciaio, non si sa mai, e dopo aver indossato l’imbracatura scesi mentre dall’alto Natale, il reporter, documentava il tutto con la sua telecamera.
La discesa, grazie anche alla pedana realizzata all’imboccatura, fu veramente comoda, e in pochi minuti mi ritrovai sul fondo.
La cavità era composta di un unico ambiente a pianta quadrata con la volta che, a bottiglia, confluiva nel pozzo.
Le pareti erano tutte perfettamente integre, non una lesione, non una scarpina.
In effetti quello che aveva ceduto doveva essere solo il solaio di legno che per chi sa quanto tempo aveva occluso il pozzo d’accesso.
Tutto il resto era in ordine e non si notavano altri segni di cedimento.
Da sopra mi chiesero notizie e, se riuscivo, imbracciando la telecamera a fare altre riprese.
Non era semplice, c’era da maneggiare la telecamera, che con la scafandratura era piuttosto pesante e da posizionare i fari per illuminare l’ambiente.
Sentii indistintamente parlottare e poco dopo mi comunicarono che uno dei sommozzatori aveva deciso di scendere, mi avrebbe dato una mano.
Non aveva attrezzature particolari, ma una artigianale cintura di sicurezza fu subito realizzata e resa disponibile, le mie corde erano là e, fortunatamente, le scalette le avevo montate.
Pochi minuti e dall’ondeggiare delle scalette capii che qualc’uno stava scendendo.
Anche se non abituato se la cavò egregiamente e quando fu giù mi confessò che aveva deciso di scendere appena aveva visto quel buco, non voleva farsi scappare l’occasione di una nuova esperienza.
Mi fu subito molto simpatico, aveva quel pizzico d’incoscienza che è necessario per fare certi lavori, e, caratterialmente, ci intendevamo come se ci conoscessimo da anni.
Facemmo le riprese, documentammo tutto con decine di fotografie e, colmo della fortuna, trovammo una lucerna ad olio dei cavamonti che da allora fa bella mostra di se al museo dei VV.F. nella caserma di via del Sole.
Sembrava finita lì.
Il documentario fu completato, presentato unitamente ad un fascicolo dal titolo Napoli e il sottosuolo e tutti noi tornammo al nostro lavoro.
Ma qualche mese dopo, ebbi una telefonata Gennaro, la breve esperienza speleologica gli era particolarmente piaciuta, ne aveva parlato con un suo amico milanese e mi chiese se potessimo organizzare un paio di escursioni sotterranee per stupire il lombardo. Laughing
Gli dissi che sarebbe stato un vero piacere e da allora, insieme, di grotte ne abbiamo viste parecchie.
Poi gli anni passano e le persone si perdono.
La settimana scorsa, anticipandosi con una telefonata, mi è venuto a trovare.
Abbiamo parlato un paio d’ore delle antiche avventure e mi ha detto che ora è in pensione. Beato lui …
Ma lo scopo della visita, oltre al piacere di vedere un vecchio amico, era che sotto la sua casa ha scoperto una scala che scende sotto terra e la curiosità si sa non muore mai …
Nei primi di luglio ci vedremo e, insieme, cercheremo di capire se quella scala ci condurrà ad una nuova avventura.

P.S. Se riesco a ritrovare qualche fotografia e il filmato la prossima volta ne inserirò qualche scena

Trovato Exclamation Exclamation Exclamation Eccovi un piccolo spezzone del documento filmato

Il filmato è tratto dall'originale dei VV.F. ed è un omaggio ai vecchi amici.
Ho dovuto fare qualche taglio quì e là per ovvi motivi di grandezza del file.

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fulvio
 Oggetto:  MessaggioInviato: 28 Ago 2007 - 06:45 PM
Talpa


Registrato: 24 Gen 2004
Messaggi: 1150
Località: Quarto (Na) - Italy
Questo è il protagonista della nostra storia durante un'escursione di un paio di anni fa sul Matese a Campo Braca

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Gli anni passano ma la testa resta sempre uguale Wink ... forza Gennaro

Le altre foto, di quella scampagnata, sono qui

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Zool
 Oggetto:  MessaggioInviato: 28 Ago 2007 - 07:10 PM
Dolichopoda


Registrato: 29 Feb 2004
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Località: Napoli
Si ma quelle scale sotto casa dove portavano?

Question

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fulvio
 Oggetto:  MessaggioInviato: 28 Ago 2007 - 07:20 PM
Talpa


Registrato: 24 Gen 2004
Messaggi: 1150
Località: Quarto (Na) - Italy
Zool ha scritto:
Si ma quelle scale sotto casa dove portavano?

Question


Uè... ma stai sempre pronto Question Question Question

Niente ... quelle scale finivano in una vecchia cisterna, probabilmente pluviale e quindi isolata, ricolma quasi completamente di materiali di risulta... e con questo ... fine dell'avventura sotto casa Crying or Very sad

Tieniti pronto per ottobre, c'è un invito di Luca Cavallari (il tuo collega di Trekking - O ) per una bellissima grotta nel Lazio, ho visto le foto e ti garantisco che è spettacolare Wink

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Zool
 Oggetto:  MessaggioInviato: 29 Ago 2007 - 10:12 PM
Dolichopoda


Registrato: 29 Feb 2004
Messaggi: 153
Località: Napoli
Ok nel frattempo mi alleno a morigerati.....penso di andare con amici del cai a fare foto con la macchina subacquea....

Mi infilo muta completa e tuta da sopra e ci buttiamo in acqua sottoterra....

Sai che fridd!

Laughing

P.s.
Questo week-end vado a farmi la cimetta del Corno Grande sul Gran Sasso...2912m na cosetta non difficile ma per gente allenata.....se vi dovesse andare....fatemi un fischio...
Twisted Evil

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fulvio
 Oggetto:  MessaggioInviato: 30 Ago 2007 - 07:36 AM
Talpa


Registrato: 24 Gen 2004
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Località: Quarto (Na) - Italy
Zool ha scritto:
Ok nel frattempo mi alleno a morigerati.....penso di andare con amici del cai a fare foto con la macchina subacquea....

Mi infilo muta completa e tuta da sopra e ci buttiamo in acqua sottoterra....

Sai che fridd!

Laughing

P.s.
Questo week-end vado a farmi la cimetta del Corno Grande sul Gran Sasso...2912m na cosetta non difficile ma per gente allenata.....se vi dovesse andare....fatemi un fischio...
Twisted Evil


Pure speleosub...
ma la vuoi smettere di stupirci... Wink

Quando torni mandaci il link delle foto che fai che mettiamo un bell'articolo delle nuove esperienze dei NapoliUndergrundiani... e in bocca al lupo per la scalata... (foto anche di quella).
Ci sentiamo al tuo ritorno

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