Il ponte più antico di Napoli?

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Speleologia Urbana
Written by NeandertalMan   
Friday, 04 March 2011 15:58

Da qualche tempo le storie che sono ambientate nel sottosuolo partenopeo sembra stiano riscuotendo un crescente successo in certa stampa cittadina e la voglia di stupire ad ogni costo induce a "ricamare", intorno ad evidenze che nella realtà sono piuttosto banali, improbabili eventi e scoperte proponendo agli ignari lettori una realtà distorta che certamente non serve ad accrescere le loro conoscenze.

Un paio di giorni addietro la sensazionale notizia del ritrovamento del "più antico ponte di Napoli" (così definito nel titolo dell'articolo), al di sotto del complesso monumentale dei Girolamini, ha fatto rapidamente il giro della città e successivamente è stata ripresa da altri organi d'informazione sul web che l'hanno paragonata alla scoperta delle imbarcazioni romane di Piazza Municipio. Leggere una simile notizia riportata da uno dei maggiori quotidiani di informazione cittadina induce l'inconsapevole lettore a credere che una tale asserzione sia supportata da adeguati studi ed indagini storiche e che effettivamente la nostra città possa fregiarsi di un ulteriore pezzo storico e architettonico che racconta dei suoi passati fasti.

Peccato che la realtà delle cose sia leggermente diversa.

Quello menzionato nell'articolo in questione è semplicemente una struttura di servizio che con frequenza si riscontra nelle cisterne degli antichi acquedotti cittadini. Centinaia di simili esempi sono sparsi nelle cisterne napoletane ed in particolare, per quanto riguarda quello oggetto della "scoperta", ci chiediamo quali indagini, studi o ricerche supportino l'affermazione che si tratti del più antico di Napoli e quanti archeologi della Sovrintendenza (titolati ad esprimere un tale parere) siano stati consultati prima di tali affermazioni. Senza dover essere per forza degli esperti (lo sanno anche i non addetti ai lavori) il sottosuolo napoletano è stato da sempre rimaneggiato ed adattato con ampliamenti alle crescenti esigenze idriche della popolazione. Quel passaggio di servizio e la stessa cisterna che lo contiene avranno certamente subito modifiche ed adeguamenti funzionali nel tempo, ciò sembrerebbe anche avvalorato dalla stessa forma dei vuoti e dalla tecnica di scavo che li distingue.

Sia ben chiaro questo non significa che anche questa struttura, al pari di tutto il resto del sottosuolo napoletano, non abbia la sua valenza storica ma non riusciamo proprio a capire il reale motivo che ha spinto a “ricamarci” la fantasiosa ipotesi che lo porrebbe ad archetipo dei "ponti napoletani".

Ci rendiamo conto che agli occhi ingenui dei neofiti tutto ciò che esiste nel mondo sotterraneo possa assumere un carattere fantastico ma uno sguardo più pragmatico ed attento alle realtà storiche sarebbe certamente più salutare per una reale valorizzazione del nostro sottosuolo che non ha bisogno di simili storielle. E' ovvio che le conoscenze storiche di quegli ambienti presuppongono studi ed esperienze che possono solamente essere acquisite con sudore e fatica...e non tutti sono disponibili a tali sacrifici.

Di seguito riportiamo, a mo' di esempio, una breve serie di immagini di altrettanti "ponti sotterranei" della nostra città.

 

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