Noi siamo il nostro passato

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Speleologia Urbana
Written by Gianluca Padovan   
Thursday, 09 August 2012 15:34

Noi siamo il nostro passato e il nostro passato in noi rivive, fortissimamente.

La documentazione di una cavità artificiale può essere un mero esercizio architettonico ed archeologico. Anzi, lo è nella maggior parte dei casi. Ma è il richiamo ancestrale, il quale batte nel petto di alcuni di noi, che fa si che l’ipogeo torni metaforicamente a rivivere tramite il nostro lavoro d’indagine che lo rende prezioso e immortale. È il nostro piccolo lavoro di maldestri esseri umani e ancor più maldestri speleo-archeologi che può fare capire il valore di determinati manufatti e l’importanza che ancor’oggi per noi rivestono. A dispetto di quanto altri vogliono farci credere, a dispetto di mutate folcloristiche movenze globali, apolidi e coatte, noi siamo.

Ricordando il dramma della Valle di Susa, il disastro della «partiticizzazione» di sacrosante rivendicazioni del Popolo, noi ricordiamo il lavoro svolto mezzo millennio fa dal Minatore Colombano Romean, con questo nostro libro uscito alcuni anni addietro, grazie alla tenacia e alla professionalità di Sara e Roberto, che voglio nuovamente ringraziare (repetita iuvant).

E la mia esclamazione sarà: Age quod agis (fa -bene- quello che stai facendo).

Gianluca Padovan

(Associazione S.C.A.M & Federazione Nazionale Cavità Artificiali)

 

Click sulle immagini per ingrandire

(Sbocco dell'Acquedotto, su cui sventola la bandiera Occitana.)

 

(Sbocco dell'acquedotto, con epigrafe in bronzo.)

 

(Dettaglio dell'epigrafe posta allo sbocco dell'acquedotto.)

 

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