Valle di Susa: miniera di Rouget (Gravere)

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Written by Gianluca Padovan   
Thursday, 14 July 2011 05:21

Cercando materiale archeologico e speleologico sulla Valle di Susa mi è capitata tra le mani la fotocopia della relazione dell’archeologa francese Marie-Christine Bailly-Maitre. Lo scritto riguarda la ricognizione nella miniera di Rouget, situata nel comune di Gravere in Val di Susa (Torino).

Nota a livello mondiale per gli studi e le ricerche nell’ambito dell’Archeologia Mineraria, condotta soprattutto presso il sito minerario di Brandes (Isère – France), Marie-Christine Bailly-Maitre così dice nell’introduzione al lavoro (della quale riporto la mia maldestra traduzione): «A seguito della richiesta del Comune di Gravere, l’ispezione di una parte della rete sotterranea della Miniera del Rouget è stata effettuata l’11 maggio scorso, da Marie-Christine Bailly-Maitre, ricercatore al CNRS, e Flavien Perazza, Presidente del Gruppo di Studio delle Miniere Antiche, condotti da Giuseppe Zampogna. L’obiettivo era di effettuare una prima analisi della miniera, di cui s’ignora il momento storico di coltivazione. Gli archivi conservano la sola memoria di una modesta ripresa delle attività nel XVIII secolo» (Bailly-Maitre M.C., Mine du Rouget. Gravere – Italie. Rapport de visite, septembre 1996, Centre National de la Recherche Scientifique – Unité Mixte de Recherche n° 9965, Groupe d’Etude des Mines Anciennes).

L’archeologa rileva l’importanza storica e archeologica dell’antica miniera, parlando dell’organizzazione interna della coltivazione e delle tecniche di estrazione. In conclusione così dice: «Questa prima ricognizione ha permesso di confermare il grande interesse rivestito dalla miniera di Rouget. Per conoscere meglio questo sito sono necessari parecchi passi. In ogni caso la protezione della miniera contro il degrado e il saccheggio da parte dei cercatori di minerali è importante e irrinunciabile. Poi occorre effettuare una ricerca riguardante il contesto geologico e storico della miniera. Infine, occorre eseguire una indagine archeologica sul campo e la restituzione planimetrica dell’intero impianto, la prospezione sistematica di superficie e la disostruzione dei cantieri ad oggi inaccessibili. Questo permetterebbe di comprendere meglio le tecniche di abbattimento della roccia e accedere ai cantieri “vergini”, ovvero non più percorsi dopo la cessazione dell’attività estrattiva, (etc.)».

Marie-Christine Bailly-Maitre così conclude: «La migliore conoscenza di questo sito costituirebbe un importante contributo alla storia delle tecniche minerarie in Italia e più in particolare nelle Alpi, dove le comparazioni sono possibili grazie alle ricerche già effettuate in Francia e nello specifico nel massiccio dell’Oisans (Isère)».

Desidero qui ricordare come in Francia l’Archeologia Mineraria si sia sviluppata grazie all’investimento operato dal Governo in tale ambito ed anche alla collaborazione con le realtà speleologiche nazionali. Oggi i Francesi possiedono ottimi archeologi divenuti speleologi e altrettanto ottimi speleologi divenuti archeologi.

 

 

PUBBLICAZIONI. Approfondimenti sull’Archeologia Mineraria:

 

Bailly-Maitre Marie-Christine, Bruno Dupraz Joëlle, La mine d’argent des Dauphins (XII-XIVe s.) Isère, Documents d’Archéologie en Rhône-Alpes, n. 9, Service Régional de l’Archéologie de la Direction Régionale des Affaires Culturelles, Imprimerie Multitude, Châtillon-sur-Chalaronne 1994.

A. Studio del sito di Brandes en Oisans, in Alta Savoia (Francia) e delle miniere d’argento. Scavi archeologici, comprensione dell’articolazione delle coltivazioni minerarie, studio dei reperti, archeometallurgia. Rilievi, foto.

 

- Fluck Pierre, Sainte-Marie-aux-Mines- ou les mines du rêve. Une monographie des mines d’argent, Fédération Patrimoine Minier, Les Éditions du Patrimoine Minier 2000.

A. Studio del bacino minerario situato tra l’Alsazia e la Lorena. Indagini speleologiche ed archeologiche nelle miniere. Studi di archeometallurgia. Rilievi, tavole, foto.

 

- Francovich Riccardo (a cura di), Archeologia delle attività estrattive e metallurgiche, V Ciclo di Lezioni sulla Ricerca Applicata in Archeologia. Certosa di Pontignano (SI) – Campiglia Marittima (LI) – 9-21 settembre 1991, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università degli Studi di Siena, Edizioni all’Insegna del Giglio, Firenze 1993.

A. In particolar modo sono trattate le attività estrattive dei materiali litici e dei minerali di ferro, rame, piombo e argento, nonché alcuni aspetti delle lavorazioni e delle commercializzazioni. Tavole e foto.

 

- Francovich Riccardo (a cura di), Le ragioni di un parco alle radici dell’archeologia mineraria, Marsilio, Venezia 1994.

A. Inquadramento del bacino minerario di Campiglia Marittima (Livorno) gravitante attorno la Rocca di San Silvestro, inserita nel Parco Archeominerario. Raccolta di dieci testi in italiano ed in francese, di geologi e naturalisti del XIX secolo, che parlano delle miniere e dei minerali del Campigliese, nonché sull’estrazione dei minerali di stagno a Monte Valerio. Foto.

 

 

INFORMAZIONI. Per chi desiderasse ulteriori informazioni:

- CNRS CRA Laboratoire d’Archéologie Médiévale Méditerranéenne (UMR 9965), Université de Provence, 29 Avenue Robert Schuman, 13621 Aix-en-Provence, France.

-G.E.M.A. Groupe d’Etudes des Mines Anciennes, 1 Rue del Alpes, 38600 Fontaine, France.

 

CONSIDERAZIONE. Ancora una volta, semmai ve ne fosse di bisogno, si può apprezzare la ricchezza del patrimonio archeologico e culturale custodito dalla Valle di Susa. In una Nazione civile, attenta alle necessità e alla consapevolezza della propria popolazione, nonché attenta e puntuale nella preservazione delle evidenze monumentali e storiche, l’antica miniera di Gravere sarebbe stata indagata non solo dal punto di vista archeologico. Inoltre, i dati sarebbero stati di volta in volta pubblicati e si sarebbero organizzate visite di studio e semplici tours turistici. Anche creando un indotto economico. Ma si sarebbe altresì potuta prendere in considerazione l’idea di creare un parco archeominerario, come generalmente avviene nelle nazioni progredite e coscienti.

 

CONCLUSIONE. I soldi della Comunità, nonché dello Stato, se spesi per l’accrescimento culturale del Cittadino e a beneficio delle nuove generazioni, saranno una preziosa eredità. In tale modo non si svilirà il patrimonio naturale e archeologico mediante la «Classica TAV di Turno», ma si manterrà un territorio accresciuto nei suoi contenuti civili, sociali e culturali.

 

Grazie per l’attenzione, spegnete il teletramortitore (televisore), leggete, studiate, pensate! (possibilmente con la vostra testa).

 

Gianluca Padovan (Ass.ne SCAMFNCA)

 

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