Quello riportato di seguito è l'ultimo "sforzo" di Gianluca Padovan (lo speleo più odiato d'Italia). Godetevi questo e, se ancora non l'avete fatto, leggete tutto il resto dell'opera...il link lo trovate a fine pagina.
Buona lettura.
I Drammi della Speleologia!
Un nuovo versetto satanico.

Fuoriprogrammmma (quadriemme) sul tema: speleologia (con esse minuscola!) & Drammi Sociopoliticoculturali
di Gianluca Padovan
L’aver composto la metafisica esegesi del novello tomo dell’opera omnia «Sortilegi & Florilegi», il cui autore è il discusso ancorché incensato o vilipeso Mago Maipago, vi ha donato trenta secondini di notorietà dandovi l’agio di montarvi la testa. Notorietà raccattata persin, mi duole dirlo, in ambito speleologico, ma giusto giusto tra quelle quattro o cinque, ma magari anche sei mezze figurette che ogni tanto vi accompagnano in cantina quando spillate caraffate di quel metanolo colorato di rosso che v’ostinate a gabellare per vino. Ma veniamo ai fatti.
In alcune foto trovate su internet ravvisate la presenza dei primi culti cristiani testimoniati da «glifi» (oppur triglifi?) che a detta (solo) vostra sono scolpiti in un acquedotto ipogeo del Piemonte e non (solo) nelle catacombe di romana memoria. La comparata lettura del «De laude novae militiae» et dell’intera collezione del «Lando», chiaramente in vostro possesso, vi fornisce poi l’ermeneutica prova dell’esattezza della Vostra illuminazione (o illuminatezza). Ma questo non sarebbe bastante a creare la notiziona del terzo millennio e vi aggiungete pure le impronte lasciate a seguito delle persecuzioni agli Albigesi, la crociata contro i Catari e, tanto per donare al beota lettore l’orgasmo misterico, persin le tracce della caccia ai Templari.
Accecato dalla vostra stessa burbanza, programmate una temeraria escursione alla volta dell’acquedotto, che a quota duemila metri sovrasta la Valle di Susa. Ma avete fatto i conti senza l’oste, nel senso che la serata d’arrivo e di raccoglimento catartico all’hotel, in vista dell’impresa che in tre durissime e lunghissime orette di marcia dovrebbero portarvi all’imbocco dell’ipogeo situato sotto la Cima Quattro Denti, si trasforma in una ribotta pantagruelica. Dopo aver passato il fine settimana a vomitare anche il buco del culo nella vicina stalla (l’albergatore vi ha cacciati a malepedate), vi risolvete a riaccendere internet e a riguardarvi la teoria di bassorilievi fotografati all’interno del condotto, ma senza leggerne con attenzione le didascalie, le quali vi avrebbero edotto sull’inquadramento nell’orizzonte cronologico. Essendo dei primi del XVI (Sedicesimo) secolo (praticamente dopo l’anno zero e non prima, stoltissimo!) la pregevole opera idraulica, che si sviluppa scalpellata a manina per circa quattrocento metri nella nuda roccia, non può avere ospitato né i presunti primigeni cristiani sfuggiti al Circo, né il povero e chiacchierato Giacomo di Molay e tantomeno le raffigurazioni in bassorilievo del Bafometto, ravvisate nei volti anch’essi scalpellati sulle pareti dell’opera.
Se non altro, le vostre solipsistiche elucubrazioni, vòlte alla conferma delle azzeccatissime teorie, accompagnate dalla frenetica compilazione di chilometrici appunti vergati sul retro della carta argentata riciclata a Natale, daranno l’agio a vostra moglie di farsi trombare allegra et indisturbata dal postino (che non la bussa solo due volte)
Qui è disponibile il PDF con l'opera completa.