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I drammi della speleologia - La nuova serie dal 54 al 59

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Written by Gianluca Padovan   
Thursday, 15 September 2011 14:50

I Drammi della Speleologia!

In un momento storico dove lo sciocchino imperversa e in un contesto sociale in cui s’impone l’idiota televisivo, bovinamente et con poco impegno mi accingo a vergare (ma con fare madrigalesco) questa quarta serie che s’intitola: «CLISTERI!».

Sul finir dell’anno undecimo del secolo ventunesimo (così si ciangotta) mi accingo all’opera nel Segno Zodiacale dell’Asse da Stiro, ascendente Canovaccio.

Gianluca Padovan

 


 

Post Scriptum:

«… se tutti si scrivesse di merda, si avrebbe meno tempo per cagare in testa al prossimo!»

 

Post Post Scriptum:

Nomi, Cognomi, Vezzeggiativi, fatti, luoghi et amenità varie, sono TUTTI, assolutamente, di invenzione o d’onirica ispirazione. Desolatissimo qualora qualcheduno ravvisi verosimiglianze con fatti realmente accaduti. Ce ne si scusa anticipatamente con abbondante aspersione di carburo esausto sul capo. Se poi qualcuno habbia (si, Habbia!) a ché dire, si comporti in modo corretto e tutt’altro che rapace, o stolto, favorendo (e non già impedendo) il lieto e versicolore sviluppo della Speleologia. Quella con la Esse maiuScola.

 

INDICE

54. I drammi della Speleologia: il peto funambolico

55. I drammi della Speleologia: clisteri a raffica

56. I drammi della Speleologia: il peto trasmesso

57. I drammi della Speleologia: tripodi proni

58. I drammi della Speleologia: peti da clisteri

59. I drammi della Speleologia: il peto tenebroso


54. I drammi della Speleologia: il peto funambolico

Un Comune Italiano vanta nel proprio territorio, zero più, zero meno, all’incirca un milione di cavità tra naturali et artificiali. E questa è una simpatica cuccagna per qualsivolglia galeotto del sottosuolo che desideri cimentarsi nella loro ricerca nonché nello studio.

Ora, funambolico vento di stomaco, dovete testé spiegare agli astanti per quale accademico o incontinente motivo vi recate dal Primo Cittadino (il Sindaco! tapinacci che non lo sapete) chiedendo con perentoria protervia di accedere nonché documentare esattamente quelle quattro cavità che colleghi vostri stanno digià studiando.

Le restanti 999.996 non vi bastano? No, volete proprio proprio quelle quattro occupate. Direi che l’inequivocabile arbitro speleologico, ovvero il «Dio delle Grotte che Chiudono Subito» abbia fatto bene ad appellarvi senza possibilità d’appello: «Inequivocabile Stronzo»!

 

55. I drammi della Speleologia: clisteri a raffica

Nel mentre in cui ci si accinge a commentare o criticare una trasmissione che ha la pretesa di raccontare anche solo una parvenza di speleologia (notare le esse tristemente minuscola) noi ci si pone al suo livello. Quantomeno perché, alla fin fine, il nostro tempo davanti allo schermo ve lo abbiamo impiegato. Poniamo, per ispiegare l’arcano concetto, un sapido ancorché volgarotto et maleazzeccato esempio. Se il letamaio è potenzialmente un humus su cui o da cui possono fiorire multiformi aspetti di questa vita (vedasi l’ammonimento contenuto in una canzone di Fabrizio De André su che ci nasce sul letamaio e che ci nasce sui diamanti), è altresì vero che la merda puzza e lercia chi vi diguazza. E poi, in un mare di merda, mai v’ho trovato grotte o cavità artificiali e tantomeno un fiorire di cultura o d’afflati esplorativi. La merda è merda e se non siete in grado di portare in profondità l’esplorazione di una grotta o scrivere i risultati scientifici ricavati dallo studio del tafanario ipogeo che avete sotto casa, almeno non fatevi abbindolare e inscatolare il cervello davanti allo televisivo schermo, il quale sol vi propina Clisteri!

 

56. I drammi della Speleologia: il peto trasmesso

Spingere sé stessi e, naturalmente, tutto il vostro Gruppo Speleologico nell’esplorazione di una cavità è cosa meritoria. S’infrange in primis il lassismo quotidiano subdolamente indotto con ogni mezzo dai cosiddetti «media». Ma non solo. Pensando con la propria testa si dichiara apertamente la propria degna appartenenza alla specie «Homo» e non a quella della specie «Colione». Si comprova a sé stessi et agli altri che questa Madre Terra è meravigliosa, offre un sacco di possibilità esplorative e pertanto pure numerose consequenziali possibilità meditative.

Se poi, qualcheduno, sceglie altre vie, non dobbiamo dolercene o rammaricarcene. Difatti, a ben vedere, nonché a conti fatti, colui o coloro i quali sceglieranno la via dei clisteri in realtà nulla hanno a che fare non solamente con la Speleologia e con la sana pratica speleologica d’esplorazione e documentazione, ma pure con un sacco di altre cosette e ben più importanti. Ergo, non se ne discuta oltre.

La trasmissione dei clisteri, da culo a culo, potrà solo che generare spruzzi di liquami e nulla più. Unico avvertimento: teniamoli il più distante possibile dal nostro àmbito. Questo semplicemente et semplicisticamente perché emanano cattivo odore.

 

57. I drammi della Speleologia: tripodi proni

In un mondo che sempre più si conchiude in sé stesso lasciando poco o punto spazio alla fantasia et alla follia esplorativa per il gusto di conoscere et di trasmettere l’acquisita conoscenza, vi cimentate nell’ardua impresa di condurre attività speleologica seria et professionalmente scientifica.

Purtroppo nel vostro percorso incocciate in taluni tapinelli i quali non comprendono che ciò che conta è ciò che in realtà siamo e non ciò che tentiamo di dare a vedere. Ma in tale frangente nulla vi è di male: su questa Terra, piaccia o non piaccia, ognuno fa il proprio giuoco. O, meglio, la propria strada o il proprio percorso di apprendimento, se così più vi piace.

L’importante, tosto di soppiatto si sussurra, è non insozzare la propria ghigna accettando di comparire davanti alla telecamera per dire castronate a pappagallo attratti dalla fugace prospettiva di un frammento di notorietà, duratura quanto le loffe (meglio conosciute come scoregge) che mollate a tradimento al cinema.

L’importante, così si osa mormorare, è non ridursi ad essere prone tripode: gambe divaricate, schiena curva e una mano a terra, ben salda. Con la mano rimasta libera si divarica poi la pellaccia dell’orifizio per dare agio a farvi infilare un goloso serial di clisteri!

 

58. I drammi della Speleologia: peti da clisteri

Difettandovi il congruo numero di neuroni funzionanti per potervi ascrivere nella classe delle persone intelligenti dovete comunque trovare una consona collocazione in questa societas feroce nonché spietata. Essendo pure dotato di una non comune voglia di fare un bel nulla, vi risolvete a rubacchiare qui e là ideuzze per mettere in piedi un programma televisivo che possa condurvi un briciolo di notorietà e pure quattro soldi nelle tasche.

Punto cruciale: trovare attori a basso costo e location (posti dove girare il vostro filmatodelcazzo) in cui ambientare il vostro programma che argutamente appellate «Clisteri!». Il dio degli stupidi, purtroppo sempre presente su questa Terramadre, vi fornisce una bella accoppiata vincente, ovvero stupidi che possiedono le chiavi di qualche luogo sotterraneo (ad esempio la cantina di casa loro) o comunque il barlume d’idea di dove trovare una cavità dove orinarvi in santa pace, e lo strumento vincente per le ardite esplorazioni: la torcia elettrica a manovella del nonno.

A filmato girato con pochissima spesa ve ne potete tornare in istudio a montarlo e confezionare l’ennesima teleidiozia per ottundere et instupidire gli ascoltatori, mentre i tristi figuri che vi hanno accompagnato sotto, facendovi anche da figuranti, potranno conchiudere utilmente la giornata (o l’intero finesettimana) standosene ancora là sotto a buttarselo vicendevolmente nel baugigi.

 

59. I drammi della Speleologia: il peto tenebroso

Con tutta la scienza (notare la esse minuscola) che dite di avere masticato per anni riuscite discretamente in una sola cosa (oltre a dare fiato al culo, ovviamente). Riuscite gustosamente a scendere nelle cripte (e solo in quelle), filmandone persin gli angoli più reconditi. Il motivo è semplice: di cripte ce n’è dovunque e generalmente sono dotate di scalini per accedervi comodamente.

Con l’ennesima calata nel luogo destinato alle cose morte, come le nostre carcasse quando saranno oramai vuote della scintilla o afflato vitale, vi guadagnerete la stima di un guappo di cartone che si spaccia per consumato cineasta. Che dire di più?

Cercate così di gabellare il prossimo con esplorazioni da teatrino delle marionette, spacciate per imprese epocali et con risvolti scientifici e sociali. In pratica lo buttate, metaforicamente parlando o scrivendo, nell’orifizio di chi, prono davanti al diotelevisione, vi segue e pende dalle vostre pendule e tumide labbra.

L’eccelso Dante Alighieri creerà per voi il girone dei Clisteri! Là purgherete il contrappasso e come cialtronescamente in vita avete cercato di buggerare il prossimo vostro, così da trapassato sarete buggerato con bei clisteroni a raffica diretti al vostro culetto da chiosatore di cazzi a pagamento.

 

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