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Ecco due immagini che mostrano la medesima grotta come è ogg...
NeandertalMan - Replied to comment # 13 on Voyager al Castello di Milano in Joomla Article
Ciao Maria, ho provveduto a segnalare all'autore dell'artico...
Bella storia...bell'avventura. Siete veramente forti.

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IMAGE Il sentiero dell'Avvocata: un trekking tra natura e religione
Domenica, 21 Dicembre 2014
La primavera, con il clima mite che la caratterizza, è il periodo migliore dell'anno per cimentarsi in alcuni trekking particolarmente "tosti" che per la loro lunghezza e il dislivello da superare farebbero faticare eccessivamente nella calura del periodo estivo. Quello che abbiamo affrontato nello scorso weekend è uno di questi: il sentiero dell'Avvocata. Una bella passeggiata, andata e ritorno copre circa 13.4 km, (noi con alcune deviazioni ne abbiamo percorso quasi 16) che con un dislivello di 835 metri conduce dalla frazione di Corpo di Cava (Cava de'Tirreni) al Santuario di Maria Santissima dell'Avvocata. Il primo tratto del sentiero, che sin dall'inizio s'inerpica con forte pendenza, è coperto da un crinale dei Lattari e solo dopo circa un'ora di marcia si apre con degli splendidi scorci sul mare di Cetara, Vietri e Salerno con i Monti Picentini a fare da sfondo. Questo sentiero, in alcuni periodi dell'anno, è percorso da pellegrini che, in processione, si recano al Santuario di Maria Santissima dell'Avvocata per le messe. Lungo il percorso sono visibili "stazioni" di preghiera e delle lapidi (tre) poste a ricordo di alcuni fedeli che, nello sforzo del pellegrinaggio, hanno perso la vita proprio su queste montagne. A circa un'ora dalla meta, scavalcato una cresta, la vista può spaziare su Amalfi e il blu cobalto del mare dell'omonima Costiera. Dal belvedere dell'abbazia si domina Amalfi, si intravede l'ingresso della Valle delle Ferriere, Pontone con i ruderi del Castello/Basilica di Sant’Eustachio e, in lontananza, Ravello con il famoso auditorium dell'architetto Oscar Niemeyer. L'intero percorso, soste escluse, si compie in circa 5:30 ore e l'innegabile fatica è abbondantemente ripagata dalla bellezza dei panorami che notoriamente la Costiera Amalfitana è capace di regalare. Trekking assolutamente da fare. Di seguito il link ad alcune foto realizzate durante l'escursione: Il Santuario dell'Avvocata Il video: Il sentiero dell'Avvocata La scheda dell'escursione con le tracce per il GPS e i waypoint dei punti di maggiore interesse: Il sentiero dell'Avvocata Buone escursioni. Read More...
IMAGE Il sentiero dell'Avvocata
Domenica, 21 Dicembre 2014
Il sentiero dell'Avvocata Tipologia: Trekking naturalistico Descrizione: Ancora un intressante trekking che percorre i Monti Lattari affacciandosi sul blu cobalto del mare della Costiera Amalfitana. Il percorso, lungo 6,7 km (andata e ritorno ovviamente la distanza raddoppia a 13,4 km) con un dislivello all'andata pari a un'ascesa di 668 m e una discesa di 147 m (in questo caso per il ritorno vanno invertite le misure). L'escursione parte dalla frazione Corpo di Cava (Cava de'Tirreni) e raggiunge il Santuario di Maria Santissima dell'Avvocata posto  a quota 873 m sul mare di Maiori. Durante il periodo estivo il sentiero è percorso da numerosi fedeli che raggiungono i santuario per la messa. Lunghezza: 13.400 km (tot. andata/ritorno) Dislivelli: ascesa 668 m - discesa 147 m (solo andata - ritorno invertito) Tempo: 5:30 ore (a/r) Difficoltà: media Le nostre foto: Il Santuario dell'Avvocata Il video: Il sentiero dell'Avvocata Indirizzo: Via Abate Michele Morcaldi (Corpo di Cava) Città: Cava de'Tirreni (SA) Il tracciap per il GPS: Il sentiero dell'Avvocata (GPX) Per saperne di più: Il sentiero dell'Avvocata: un trekking tra natura e religione Read More...
IMAGE Racconti d'inverno - La Regina delle Nevi
Domenica, 21 Dicembre 2014
RACCONTI D'INVERNO 2 GENNAIO GALLERIA BORBONICA Un appuntamento con le atmosfere fatate delle favole nord europee riscalderà, venerdì due gennaio, gli spazi della Galleria borbonica. E lo farà in due appuntamenti, sul far della sera, alle 19.30, e in replica alle 21, con I racconti di inverno, adattamento teatrale de La regina delle nevi, l'incantevole favola scritta nel 1844 da Hans Christian Andersen. Il racconto del celebre scrittore danese prenderà vita all'interno del tunnel voluto da Ferdinando II  di Borbone, tra i suoi corridoi sottorranei ricavati dal ventre della collina di Pizzofalcone. Nato da un'idea di Valerio Gargiulo per la regia di Livia Bertè e la direzione artistica di Ilaria Vitale, nell'adattamento proposto agli spettatori della Galleria Borbonica nella serata di venerdì 2 gennaio, saranno i corpi  e la musica a dare forma, più di ogni parola, al racconto liberamente ispiarato alla fiaba di Anderson. Attraverso le coreografie e i movimenti scenici ideati e performati da Luisa Leone e le note  del maestro d'arpa Gianluca Rovinello, che per la Regina delle Nevi ha realizzato una colonna sonora fatta non solo di musiche ma di suggestioni sonore e rievocazioni,  prenderà vita tra le pareti del tunnel borbonico, forse la più natalizia delle favole di Andersen: un monito contro la gelida freddezza che attanaglia i rapporti umani e un inno all'amore. “Uno specchio capace di far sparire tutto ciò che di bello si specchia in lui, e di accentuare e  deformare tutto ciò  che è cattivo, malvagio. Mille frammenti dispersi per il mondo, pronti a penetrare negli occhi e nei cuori degli uomini, corrompendone anime. Due piccoli amici. Una donna malvagia: è  la Regina delle nevi, che impone la sua gelida mano sul cuore di chiunque incontri sul suo cammino. Le voci di Andrea Cioffi e Livia Bertè a scioglierne il maleficio."RACCONTI DEL NORD"La Regina delle NeviDa un'idea di Valerio Gargiulo.Direzione artistica di Ilaria Vitale.Regia ed adattamento teatrale Livia BertèMusiche a cura di Gianluca RovinelloDirezione artistica Ilaria VitaleCoreografie e movimenti scenici: Luisa LeonePersonaggi ed InterpretiAndrea Cioffi Livia Bertè Read More...
IMAGE Acquedotto (tipologia n. 2a): parte terza, gli acquedotti ipogei nel mondo antico
Domenica, 21 Dicembre 2014
 Allo stato attuale delle conoscenze vediamo che già nell’antichità esistevano acquedotti dotati d’impianto di captazione, trasporto e distribuzione dell’acqua potabile. I cinque fattori legati all’attuale approvvigionamento idrico, ovvero il prelievo, il trasporto, il sollevamento, l’immagazzinamento e la distribuzione, erano già stati risolti almeno 2500-3000 anni fa. Per quanto riguarda gli acquedotti completamente o parzialmente ipogei in linea di massima essi erano dotati di pozzi e meno usualmente di discenderie, cunicoli, ecc., che servivano alle seguenti funzioni:- raggiungere la quota prefissata per la realizzazione del condotto sotterraneo;- evacuare il materiale scavato e ventilare l’ambiente;- sollevare il liquido a giorno a lavoro ultimato;- manutenzionare l’acquedotto. Prima dell’avvento della pompa a motore, delle tubature in ferro e in ghisa, che trasformeranno il sistema di approvvigionamento idrico a scorrimento naturale per gravità in quello a pressione, la costruzione degli acquedotti ha ricalcato sempre i medesimi principi, pur con molteplici varianti. Scelta la fonte d’acqua, o individuato l’acquifero, si passava dalla fase di progettazione al tracciamento dell’opera in superficie. Generalmente si ricorreva al sistema dell’allineamento esterno e della coltellazione, che almeno presso i romani avveniva con gli strumenti utilizzati nella tecnica agrimensoria. La presa era ottenuta con pozzi, discenderie o cunicoli che si addentravano nel sottosuolo o nei fianchi dei rilievi per raggiungere l’acquifero o la falda in pressione, mediante serbatoi che includevano le polle, oppure captando l’acqua da fiumi, torrenti, bacini naturali o artificiali. All’inizio della condotta (o del condotto) si inserivano generalmente i bacini di decantazione (piscinae limariae) e il condotto (specus) era scavato nella roccia, costruito in muratura all’interno di una trincea, su sostruzioni in muratura, su arcate qualora dovesse superare forti dislivelli senza perdere di quota repentinamente. Nel caso si presentassero situazioni di difficile superamento con un percorso rettilineo si potevano utilizzare altri sistemi. Il tracciato dello scavo sotterraneo generalmente principiava dalla base di pozzi (più raramente da cunicoli, discenderie, scalinate o finestrature) che, portati alla quota a cui doveva scorrere l’acqua, davano luogo allo scavo di due gallerie procedenti in direzioni opposte. Ogni ramo doveva poi incontrarsi con quello che procedeva dal pozzo adiacente: collegando tra loro ogni pozzo si mantenevano il livello e la direzione, realizzando il condotto. Occorreva calcolare le pendenze delle tratte per non rischiare di realizzare un condotto senza pendenza dove l’acqua sarebbe ristagnata, o con eccessiva dove la forza dell’acqua l’avrebbe eroso fino a demolirlo. Nel caso di dover superare decisi dislivelli esistevano alcuni espedienti come, ad esempio, la realizzazione di “salti” alla cui base venivano poste lastre di pietra compatta, che l’acqua consumava a fatica. Il fondo e i piedritti delle opere erano generalmente rivestiti in malta idraulica (opus signinum, calcestruzzo), seppure non manchino esempi di condotti privi di rivestimento, laddove la compattezza della matrice rocciosa lo consentiva. Talvolta i cunicoli e le gallerie erano parzialmente o interamente rivestiti mediante conci o laterizi (mattoni o embrici), ad esempio all’incontro con cavità naturali o sacche di materiale incoerente, oppure a seguito di rifacimenti dovuti a cedimenti strutturali. Gli acquedotti erano ispezionabili e necessitavano di una continua manutenzione. Al termine del condotto, dopo aver attraversato uno o più bacini di sedimentazione, l’acqua affluiva al castellum, serbatoio a livello costante nelle cui pareti erano inseriti i calices, tubi di bronzo calibrati, sotto battente fisso, che derivavano le portate spettanti ai diversi beneficiari, le quali poi passavano in condotti di piombo o fittili (fistulae). Gli acquedotti, e in genere quelli maggiori, erano dotati non solo di castella per la distribuzione, ma anche di serbatoi terminali. In linea generale, soprattutto gli acquedotti romani non disattendevano a queste normative e lungo il loro percorso mostravano varie risoluzioni e con percorsi sia sopra terra che nel sottosuolo, come ben esemplifica dell’acquedotto di Gier, il quale con un complessivo tracciato di 86 km giungeva alla città di Lugdunum, in Francia. In antichità il calcolo della portata (volume d’acqua che passa attraverso una determinata sezione nell’unità di tempo) non era sconosciuto e Frontino disserta ampiamente sull’argomento fornendo preziose e circostanziate informazioni, anche sulle caratteristiche dei venticinque calibri allora noti e di cui solo quindici erano in uso. Greci e Romani conoscevano la tecnica delle condotte in pressione (forzate), ma le risorse costruttive permettevano loro di adottarle per tratti brevi e in situazioni particolari. Generalmente l’opera si articolava mediante un condotto (specus sotterraneo o in superficie) che giungeva in una vasca di scarico posta ai limiti della depressione (valle) da superare, da cui si sviluppava la condotta discendente che oltrepassava il limite inferiore su arcate o sostruzioni, per poi risalire fino alla vasca di carico (vasca di oscillazione), riprendendo il percorso in un successivo specus. Intorno al 400 a. a Olinto, città della Calcidica, Erone fa costruire un acquedotto dotato di condotta forzata con tubature in terracotta. Testi di riferimento: Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005. Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007. Gianluca Padovan (Associazione S.C.A.M. – Federazione Nazionale Cavità Artificiali)   Click sull'immagine per ingrandire Aqua Marcia. San Cosimato. (Ph. G. Padovan) Read More...
IMAGE Luoghi Virgiliani - Immagini nel tempo
Sabato, 20 Dicembre 2014
Tra il dicembre 1983 ed il febbraio 1984 fu celebrato il Bimillenario Virgiliano e per l'occasione la “Regione Campania - Comitato per le Celebrazioni Virgiliane, Società Promotrice di Belle Arti” realizzò, attraverso l'Istituto Statale d'Arte Filippo Palizzi, un interessante catalogo di stampe antiche imperniato sui Campi Flegrei e intitolato: Luoghi Virgiliani - Immagini nel tempo. Il catalogo, stampato dalla Dick Peerson S.p.A. Di Napoli, raccoglie 49 splendide immagini di stampe, acquarelli e litografie realizzate tra il Cinquecento e l'Ottocento che mostrano scenari e luoghi dei Campi Flegrei con un'iconografia che esalta lo stretto rapporto che questa terra ha con il mondo sotterraneo delle grotte, l'archeologia e i fenomeni vulcanici. Il catalogo e le note sono a cura di Luciana Arbace. Questa pubblicazione arricchirà la raccolta delle immagini antiche legate al sottosuolo che stiamo collezionando con la Gallery nella sezione dedicata a: Le grotte di Napoli e dintorni nell'arte attraverso i secoli   Click sull'immagine per ingrandire La copertina del catalogo (Nell'immagine è rappresentata la grotta che è la porta di accesso all'Acropoli di Cuma) Read More...
IMAGE Regolamenti delle acque della città di Napoli - Reggio Decreto del 1853
Sabato, 20 Dicembre 2014
Nella Bibioteca di Napoli Underground, sezione "Storia", abbiamo aggiunto il PDF dei Decreti Reali firmati da Ferdinando II il 17 gennaio 1853 con i quali si regolarizzava l'uso delle acque e degli acquedotti di Napoli. Il volume "Collezione dei Reali Decreti e Regolamente sovranamente approvati per la integrità, salubrità e custodia delle acque ed acquedotti della citta di Napoli", fu stampato nella Stamperia Comunale di Napoli nel 1853. Questo è il link per scaricare la risorsa: Regolamenti acque. Ecco invece i link per accedere agli altri volumi pubblicati nella Biblioteca di NUg nelle sezioni "Storia" e "Speleologia Urbana". Buona lettura Read More...
IMAGE I Drammi della Speleologia - Supercazzi e Micropeti
Venerdì, 19 Dicembre 2014
N.d.R. Riprendiamo con grande piacere la pubblicazione dei "Versetti Satanici" del Padovan e promettiamo sin da ora di recuperare dai meandri della rete tutti precedenti componimenti del Sommo Maestro del Dileggio. Buona lettura e... meditate gente... meditate. NUg   I Drammi della Speleologia. «Supercazzi e Micropeti» Sul conchiudersi dell’anno decimoquarto del secolo ventunesimo mi accingo all’opera, nel Segno Zodiacale del Somarodaweb, ascendente Oloturia (ovvero il “cazzo di mare”, o tapinacci!).Sempre devoto e prono innanzi al Maestro del Vernacoliere, ovvero l’Inarrivabile Sardelli, mi tolgo tanto di cappello innanzi a ognuno e un peto mollo prima d’alzare i tacchi.So che non avrei dovuto, stante la rigorosa promessa fatta a me medesimo (?), ma le synpathie poetiche et birbantelle mi hanno indotto a vergare nuovamente odorose scemenze, nella certezza che non di sola kultura si prospera. Anzi.Sarà vero?Mi pregio quindi, dal basso della mia cantina dai tarlati ripiani, di vergare et inviare tosto al paziente e sagace Fulvio-NUg una novella puntata della catartica et caterattica serie dei Drammi! (della speleologia, con la esse corpo 4, ben inteso!). Gianluca Padovan Post Scriptum: «… se tutti si scrivesse di merda, si avrebbe meno tempo per cagare in testa al prossimo!» Post Post Scriptum: Nomi, Cognomi, Vezzeggiativi, fatti, luoghi et amenità varie, sono TUTTI, assolutamente, di invenzione o d’onirica ispirazione. Desolatissimo qualora qualcheduno ravvisi verosimiglianze con fatti realmente accaduti. Ce ne si scusa anticipatamente con abbondante aspersione di carburo esausto sul capo. Se poi qualcuno habbia (si, Habbia!) a ché dire, si comporti in modo corretto e tutt’altro che rapace, o stolto, favorendo (e non già impedendo) il lieto e versicolore sviluppo della Speleologia. Quella con la Esse maiuScola. INDICE70. I drammi della Speleologia: corregge nel web71. I drammi della Speleologia: superpeti e microcazzi72. I drammi della Speleologia: linee di penZiero del peto sincero73. I drammi della Speleologia: la ratificazione della scoreggia74. I drammi della Speleologia: il peto che dileggia   70. I drammi della Speleologia: corregge nel web Nello sfogliare libri, libercoli et trattatelli di architettura, al fin di gettare alle ortiche il mio libero tempo terrestre, ho trovato una parola: «correggia». Ho quindi dato corrente al computer accedendo al dioweb per trovare corrispondenza e scioglimento, ma ho colto solo la moda del momento, il tormentone della stagione, dall’autunno all’estate, il leitmotiv speleologico o speleoprosaico del millennio: la divisione.Quand’ecco, illuminato sulla via della Stoppani (grotticella lombarda) ho capito essere tali tiramenti semplici «corregge» da web. Per quale insondabile e apparentemente insanabile motivo raramente trovo scritto che il tal gruppo e il talaltro si trovano sottobraccio per fare esplorazione? Oppure, casomai, perché non leggo «... nel mentre che andiamo in grotta ad esplorare e a rilevare... perché non parliamo di Speleologia e poi ne scriviamo?». Non ho letto di secessionisti che tutti assieme, cantando Dixie, esplorano un mirabolante grottone e conseguono i primati europei di profondità, sviluppo, tiraggio dell’aria ed emissioni di vapori arsenicali dal culo.Già diviso, l’ambiente speleologico interplanetario è come la vecchia terrina della nonna: scivolata di mano al puparo di turno si è schianta sulle mattonelle andando in una bella miriade di frantumi. Voglio ben sperare che da ogni frammento (o frantumo) nasca una spinta realmente speleologica: più sono gli speleologi degni di fregiarsi di una esse maiuscola, meno il puparo di turno sarà capace di riagguantarli tutti sotto la sua lunga mano.In fin della favoletta: non tutti i mali vengono per nuocere e abbiate il coraggio di osare e non sol di correggiare.   71. I drammi della Speleologia: superpeti e microcazzi Dotati di una sagacia non comune, all’accorgervi che in giardino vostro erano arrivate quatte quatte le talpe a sderenarvi dal basso le ortensie, vi colse la catartica et enthusyasmanthe ideona di studiare i labyrintici et ipogeici percorsi, scavati ben benino dalle bestiole.Munitivi d’apparecchiatura sofisticatissima (acquistata dal rottamajo sotto casa “da Topo”) vi dedicate anima et corpore all’inusuale, ma nuova, indagine.Tra un colpo di piccone e uno di zappa vi accorgete (hoibò) che non solo le talpine d’assalto scavano cavità, ma pure anche altri synpatici animaletti vi si dedicano.Colti da Darviniana e Linneica (?) foga, posate gl’instrumenti dell’indago molesthya e vi mettete tosto, stilo, calamajo e pergamena di porco (quella conciata dal culo) in nmano, a stilare una thypologica rassegna delle stesse, ovvero delle «Cavità Artificiali delli Animali Subterranei».Al Primo Congresso del vostro Dopolavoro dei Consumatori d’Anacardi presentate la sientyfica indagine con petto gonfio di orgoglio et sommo gaudio.Sommo gaudio colto prontamente dagli astanti che, tra un bianchino e l’altro, si sganasciano a dir poco sguaiatamente, con ampie pacche su spalle e cosce.Risultatone: un’ernja strozzata, ma systemata a tempo, e due anch’essi in hospitale ma per slogatura della mandibola. Dal gran ridere, ovviamente.Complimentoni, bella carriera.   72. I drammi della Speleologia: linee di penZiero del peto sincero In questo momento di bizantino disimpegno, dove studi e cultura vanno a braccetto con pensiero unico e usura, ci si stupisce giustamente che qualcheduno non si allinei, ovvero non allinei la tacca di mira, cioè la linea del culo, con la canna dell’arma, ovvero all’uccello padulo.Anche in campo speleologico (notare la esse minuscolerrima) il non allineamento al catartico momento produce levata di scudi… ma prontamente fatta oggetto di frizzi e lazzi.Alla conclusion dei fatti, oh birbantelli, se non vi omologate, sono sempre e comunque cazzi che voi recuperate. Ma dice il saggio: «Basta scansarsi!».Si decida adunque, nella speleologica atmosfera, se respirare col naso perché leccate il culo, oppur se respirare col culo perché tenete alta la testa et il naso all’aria.Ma si può fare anche di meglio!Orsù, tapini tutti, me compreso, s’indossi la sdruscia e polverosa tuta et il casco pataccato, per compiere il galeotto impegno della calata controtendenza e riportare alfin un risultato che non sia una semplice “presenza”.   73. I drammi della Speleologia: la ratificazione della scoreggia Birichini siamo alquanto e dei nostri peti ne facciamo vanto.Davanti ad un calice di vino, nel dopogrotta o nel dopobuco artificiale, noi ci raccontiamo e ci divertiamo di noi stessi, delle nostre piccole imprese, del nostro tempo terrestre dipanato nel volerci bene, nell’esserci amici e nel rider degli stronzi che vorrebbero gabellarci per “inimici”.Poveretti!Essi siedono sulle cadreghe del baraccone, fatte passare per olimpiche poltrone, ed agli astanti dispensano sapienza, condita con marchiani errori, certi che i culimosci mai avranno l’ardire a contraddire loro.La stoffa non ce l’hanno, perché al ridere e al giocare noi brindiamo… e non ci omologhiamo!   74. I drammi della Speleologia: il peto che dileggia Il peto che dileggia non è una scoreggia.Da una parte all’altra ci si tira addosso palta. Ma nell’essenza del reale rimane fermo, inequivocabile e sostanziale, il peto che palleggia su e giù come scoreggia, tra le teste dei dotti soloni somaroni che, apparecchiatisi la scrivania a mo’ di pulpito ancestrale, ci dispensano il lor pensiero e la loro “scienza”, manco fossero emissione o creazione di “Verità Assoluta”, in ottemperanza con l’omologazione attuale.Alla sostanza della storia grassa, io me ne frego e, tolta di dosso la corazza del sussiegoso et speleologico impegno, chino lievemente il culo… e poi scoreggio! Read More...
IMAGE La convocazione dell'assemblea di GrottoCenter
Venerdì, 19 Dicembre 2014
  Riceviamo questa mail da Frédéric Urien di GrottoCenter e, nello spirito di collaborazione che da tempo ci avvicina, la giriamo a tutti coloro che possono essere interessati alle vicende di questa associazione.  Cher adhérent, correspondant, ami de l’association Wikicaves,J’ai le plaisir de vous inviter à participer à l'assemblée générale de l’association Wikicaves qui se tiendra du 5 au 11 janvier 2015, à distance par échange de mel.Si vous ne souhaitez pas y participer merci de me l’indiquer.Ordre du jour :Rapport moralRapport d’activitéBilan financierBudget prévisionnelCotisation 2015Élection des membres du conseil d'administrationQuestions diversesAfin de constituer le tiers sortant du conseil d'administration, Benjamin Soufflet et Bernard Thomachot ont remis leur mandat et ont indiqué qu’ils se représentaient. Florian Rives se présente également pour participer au conseil d’administration.Les échanges auront lieu par mel, essentiellement en Français. Si vous le souhaitez vous pouvez participer en AnglaisMerci de conserver le sujet des messages et d’adresser vos réponses à tous.Les votes seront ouverts du 9 au 11 janvier aux membres de l’association qui sont adhérents depuis plus de 6 mois. Ils auront lieu par mel grâce au site http://www.balotilo.org/ qui vous adressera des messages.Les votes pour élire les membres du conseil d'administration auront lieu à bulletin secret, les autres votes seront à bulletin public sauf si vous en faites la demande avant le début du scrutin.L’ensemble des dispositions concernant l’organisation de cette réunion est précisé dans le règlement intérieur de Wikicaves. En ce qui concerne les procurations il convient de procéder de la manière suivante :“Les procurations pour voter lors des réunions et assemblées sont adressées au président de l'association,par la personne donnant mandat, sous forme de fichier image portant la signature manuscrite.La personne qui reçoit une ou deux procurations doit disposer d’autant d’adresses courriel valides (enplus de celle qu'il utilise habituellement) que de procurations qu’il aura communiquées avant le débutde la réunion à la personne qui l'anime.”ENGLISH VERSIONConvocation to the Wikicaves General Assembly .Dear member, correspondent, friend of Wikicaves association,I am pleased to invite you to take part in the General Assembly of the Wikicaves association which will be held from January 5th to January 11th, 2014, remotely by emails.If you do not wish to take part in it, please keep me informed.Agenda :Moral reportManagement reportFinancial reportProvisional budgetSubscription 2015Election  of the members of the Management BoardOther mattersIn order to constitute the outgoing third of the Management Board, Benjamin Soufflet and Bernard Thomachot resigned from the Management Board and indicated they will allow their names to stand for renomination. Florian Rives also stand for election to the Management Board.The discussion will take place by email, in French. If you wish, it can be done in English.Thank you to keep the subject of the emails and to send your answers to everybody.The votes will be open from January 9th to January 11th only for the members of the association who have their membership for more than 6 months. They will take place by email using the website http://www.balotilo.org/ wich will send emails to you.The votes for the members of the Management Board will take place with secret ballot, the other votes with public ballot, except if you request a secret ballot before the beginning of the poll.All the provisions regarding the organization of this meeting are specified in the internal rules of Wikicaves. With regard to the proxy it is advisable to proceed in the following way :“The proxies to vote during meetings and assemblies are addressed to the president of the association by the person giving his power, saved as an image file with the handwritten signature.The person who receives one or two proxies must have as many valid email addresses (in addition to his regular email address) as proxies. These email addresses will be send to the person who animates the meeting before the beginning of this meeting.”-- Frédéric UrienPrésident de l'association Wikicaves qui édite le site www.grottocenter.org la base de données Wiki faite par les spéléos pour les spéléos Read More...

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