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NeandertalMan - Replied to comment # 113 on Magie partenopee - The Solfatara Volcano in Joomla Article
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Fulvio - Commented on Magie partenopee - The Solfatara Volcano in Joomla Article
Se non altro uno dei più visti sulla solfatara!
NeandertalMan - Replied to comment # 111 on Magie partenopee - The Solfatara Volcano in Joomla Article
Certamente! La vostra opera (Jaco e Selene) resta tra le mag...

Ultime notizie

IMAGE Sopra e sotto il Carso: il numero di luglio - 07/2015
Domenica, 02 Agosto 2015
Ecco il numero di luglio della rivista digitale Sopra e sotto il Carso, la pubblicazione online del Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer”. Ecco l'indice di ciò che troverete questo mese sulla rivista: 20 anni fa … Maucci!Luglio: la nostra attivitàDall’Ohio (USA) in visita a TaipanaA S. Giovanni d’Antro (Landarska Jama) con il Centro estivo di Moraro (Gorizia)Prove tecniche per un’escursione didatticaRitorno sull’altopiano del CaninRilevato il nuovo pozzo di DoberdòPasso Pramollo, XVI GeodayConclusi i lavori di riqualificazione dell’antico borgo di FrattaSopra e sotto il (povero) CarsoPrime manovre per un adeguamento istituzionale del catasto GgrotteLa leucofosfite nell’Abisso di Fernetti (Carso Triestino). Storia di una scoperta e note informativeAbisso di Fernetti 74/88 VGWalter Maucci, a vent’anni dalla sua scomparsa (1995-2015)Appendice: Elenco delle pubblicazioni in campo speleologico di Walter Maucci 43) Lavori scientificiIncidente in grotta in AustriaLe grotte di Postumia “allungate” di 3,5 kmIn una grotta in Croazia raggiunti i 30 km di sviluppoSul fondo il cieloALPI GIULIE CINEMA una opportunità per i giovaniI prossimi appuntamentiChi siamo. Sopra e sotto il Carso è disponibile sul sito del Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer a questo link: Sopra e Sotto il Carso - luglio 07/2015 Read More...
IMAGE Il Comune di Napoli con la proposta dell'Assessore Alessandro Fucito prova a normare l'utilizzo del sottosuolo
Sabato, 01 Agosto 2015
Il Comune di Napoli, con l'approvazione di una Delibera Comunale proposta dall'Assessore al Patrimonio, Edilizia e Cooperazione Decentrata Alessandro Fucito, secondo quanto riportato da un articolo pubblicato sulla stampa cittadina, si accingerebbe ad acquisire la proprietà delle cavità presenti nel sottosuolo cittadino che fino a questo momento erano competenza dell'Agenzia del Demanio. La proposta tenderebbe a rilanciare, normandole, le grandi potenzialità che il sottosuolo partenopeo ha dimostrato di possedere. Appena sarà disponibile pubblicheremo la documentazione ufficiale relativa all'argomento. La fonte della notizia.   Read More...
IMAGE Cronache Ipogee luglio nr. 7-2015
Sabato, 01 Agosto 2015
E' disponibile sul web il numero 7 - luglio 2015 della rivista elettronica "CRONACHE IPOGEE", il notiziario di informazione speleologica del Friuli Venezia Giulia. Il PDF con tanti interesanti articoli è scaricabile gratuitamente a questo link: Cronache Ipogee n.7-2015.pdf (2.3 MB) Questo mese Cronache Ipogee si apre con un articolo in ricordo di Maurizio Glavina. Buona lettura. Read More...
IMAGE Rifugi antiaerei «a torre»: dalla punta al sottosuolo.
Venerdì, 31 Luglio 2015
Abbiamo già visto su NUg, alcuni giorni fa, che a Milano ci sono ancora tre rifugi antiaerei definiti "a torre", situati nell’area Ex-Piaggio, lungo il lato che dà su Via Riccardo Pitteri. Un altro, visibile nella foto al di là di un muro di cinta (oggi abbattuto), si trova in Via Adriano, nell’area Ex Magneti Marelli. Noi dello SCAM lo chiamiamo "il Matitone". Cinque sono stati abbattuti nell’area Ex-Alfa Romeo, lungo Viale Renato Serra. Un ultimo, superstite delle frenesie abbatti-riedifica, per la costruzione di nuovi anonimissimi scatoloni-alveari in calcestruzzo di cemento armato e vetro, rimane nel centro cittadino. Ma ne parleremo un’altra volta. Il rifugio a torre è rifugio antiaereo di tipo speciale in elevato. Si tratta di una particolare opera in calcestruzzo di cemento armato a forma cilindrica o leggermente troncoconica, con punta conica, costruita fuori terra, ma con uno o più locali sotterranei, destinata a proteggere dai bombardamenti aerei. La sommità a punta serviva a deflettere le bombe d’aereo, mentre la base era provvista di apposito «gonnellino» per evitare che una eventuale bomba, penetrando nel terreno in prossimità della struttura, potesse causarle danni, disassandola. I modelli sono svariati e, al proposito, il testo del Brevetto per Invenzione Industriale N. 387348 (Ricovero di protezione contro gli attacchi aerei), del 1941, così riporta: «I ricoveri di protezione contro gli attacchi aerei non si costruiscono più recentemente come ambienti sotterranei a forma di cantine, ma come edifici a sé con più piani sovrapposti come le così dette torri di protezione contro gli attacchi aerei». Soprattutto in Germania e in Austria si sono costruiti innumerevoli tipi di rifugio a torre, variamente articolati, di cui ne rimangono tutt’oggi numerosi esempi: allo scalo ferroviario di Francoforte ne esiste uno alto una ventina di metri, dall’aspetto slanciato e quasi aerodinamico. Se vi recate in vacanza all’estero, prestate attenzione alle vecchie aree industriali e ferroviarie, per vedere se ne scorgete qualcuno, di questi curiosi e originali rifugi antiaerei. Potreste scattargli qualche foto e inviarla a... Super NUg! Grazie. Per l’approfondimenti si segnala: Foedrowitz M., Luftschutztürme und ihre Bauarten 1934-1945, Podzun-Pallas, Wölfersheim-Berstadt 1998. Gianluca Padovan (Ass.ne ASCAM – FNCA)   Click sulle immagini per ingrandire     Il Matitone di Via Adriano a Milano. Read More...
IMAGE Offerte di lavoro nell'ambito naturalistico dei parchi italiani 29-07-2015
Mercoledì, 29 Luglio 2015
Sentieri del Parco - Affidamento incarico di progettazione L'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga intende acquisire manifestazioni di interesse per esperire una procedura negoziata per l'affidamento di un incarico di progettazione, volto alla redazione del progetto definitivo dei lavori di “Sistemazione e valorizzazione di parte della rete sentieristica del Parco". Scadenza: 07-08-2015 Tutti i dettagli sul sito ufficiale dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Read More...
IMAGE Offerte di lavoro nell'ambito naturalistico dei parchi italiani 28-07-2015
Martedì, 28 Luglio 2015
Avviso pubblico per la individuazione di una rosa di tre nominativi da sottoporre al Ministero dell'Ambiente per il conferimento dell'incarico di Direttore dell'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte. Scadenza: 28.08.2015 Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale dell'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte Read More...
IMAGE Sui monti dell’Oasi aspettando le stelle cadenti - XI Edizione
Lunedì, 27 Luglio 2015
Oasi WWF “Montagna di Sopra” - Pannarano (BN) Sui monti dell’Oasi aspettando le stelle cadenti” - XI Edizione Mercoledì 12 Agosto 2015 Amici dell’Oasi e della Natura, curiosi dell’Universo e temerari dell'avventura, la “foresta incantata” dell’Oasi WWF “Montagna di Sopra” di Pannarano è pronta ad accogliervi per l’evento più atteso! Tra ripide ascese sulla vetta del Partenio e lo sguardo rivolto verso il mare, passeggiate nel bosco in sella a “Zorro” e “Nerone”, “viaggio” nel mondo della notte, arrampicate su pareti artificiali e naturali, esposizioni e laboratori artistici, due bocconi in compagnia ..... nell’attesa di restare affascinati dal mistero delle stelle cadenti. Programma Ore 9,30: Ritrovo nell’Oasi - Località “Acqua delle Vene” (1185 m. s.l.m.). Ore 10,00: Escursione guidata “Canale della neve (1220 m.) – Ciesco Bianco (1589 m.)” Ripida ascesa verso la cresta del Partenio, panorama a trecentosessanta gradi con vista del massiccio del Taburno-Camposauro, del Matese, del Vesuvio e del Golfo di Napoli. Lunghezza: 1,5 km (solo andata) - Dislivello: 369 m. - Percorrenza: 2,30 h. (A/R). Per la visita guidata è richiesto un contributo di 3,00 € a partecipante ▪ Ore 11,00-18,30: Esposizioni, laboratori artistici e didattici, mostre. Esposizione di oggetti artigianali raffiguranti scorci di Pannarano decorati dall’artista Antonio Genovese; Silvio Capossela eseguirà la tornitura artistica del legno (ore 11,00: passeggiata nel bosco, con i bambini, alla ricerca di ciottoli e rametti di legno - ore 15,00: il maestro Silvio Capossela, attraverso la tornitura artistica, ridonerà al legno raccolto, nuova vita e forme). Ore 12,00-19,00: Arrampicata Sportiva outdoor su parete artificiale. Ore 10,00-18,00: Alla scoperta del bosco magico in sella a “Zorro” e Nerone” (un bellissimo cavallo ed un simpatico pony). Ore 14,00-19,00: Produzioni di pregio, prodotti tipici e antichi mestieri. Prodotti tipici locali (tartufi, porcini e derivati), a cura della Cooperativa Acerone. Ore 16,00: Cronoscalata “Lingua Cervina – Neviera”. Avventuroso percorso (600 m.) sulle rocce e nella faggeta, per bambini, ragazzi e non solo. Gara di abilità e memoria, con simpatici premi finali. Iscrizione entro le ore 15,00 dello stesso giorno ▪ Per la cronoscalata è richiesto un contributo di 3,00 € a partecipante▪ Ore 19,30: Consumazione, in allegria e al tepore delle torce, di una rustica cena (fettuccine ai funghi porcini, pancetta e salsiccia alla brace, anguria e vino locale Per la “cena rustica” è richiesto un contributo di 15,00 € e bisogna prenotarsi entro il 9 agosto▪ Ore 22,00: La magia delle stelle cadenti: tutti insieme con lo sguardo verso il cielo, alla ricerca di stelle, pianeti, nebulose, …....nell’attesa di piacevoli emozioni. Ore 02,00: Rientro o pernottamento in montagna e in tenda (propria) per chi vuole restare. Giovedì 13 Agosto - Ore 9,00: Ritorno a casa o permanenza nell'Oasi per altre avventure. Con il patrocinio del Comune di Pannarano e la collaborazione dell’ A.T.A. P.C. di Prata P.U. (AV) Attrezzatura: scarponcini, borraccia, giacca a vento, sacco a pelo, lampade, tenda (si dorme all’aperto) e…tanta passione! Info, costi e prenotazioni: 3398305044 (ore serali) - montagnadisopra@wwf.it rifugioacquadellevene.blogspot.com - www.facebook.com/oasipannarano  Il programma in formato PDF Il rifugio dell'Oasi Read More...
IMAGE Ancora una volta ripulita l'area di sedime della Fescina di Quarto
Domenica, 26 Luglio 2015
E' stata nuovamente pulita e recuperata l'area di sedime della Fèscina. Questa volta purtroppo però non siamo in grado di segnalarvi il nominativo di chi materialmente ha partecipato alle operazioni di recupero. L'obiettivo è quello rendere fruibili i siti archeologici della piana di Quarto che, nonostante l'importanza, sono praticamente sconosciuti ai più. Appena saranno disponibili informazioni relative all'apertura al pubblico del sito vi informeremo prontamente. A questo link ulteriori informazioni su come raggiungere la Fèscina. Trattasi di un mausoleo di età romana (datato al I sec. a. C), la cui copertura è una cuspide piramidale a pianta esagonale, situato nella necropoli di via Brindisi. Questa tipologia architettonica è particolare perché non si trovano strutture analoghe in ambito flegreo e campano ma, di contro, è diffusa in età ellenistica nel Mediterraneo orientale. Il prototipo architettonico è rappresentato dal celebre mausoleo d'Alicarnasso del IV sec. a.C. La struttura, realizzata in opus reticulatum, si sviluppa su due piani di cui uno sotterraneo nelle cui pareti intonacate sono state ricavate undici nicchie per ospitare le urne cinerarie. Sono presenti anche tre letti tricliniari in muratura per banchetti rituali. Due feritoie in alto assicuravano luce ed aria. Le nostre foto Read More...
IMAGE Le batterie corazzate, ovvero i forti italiani della Grande Guerra
Domenica, 26 Luglio 2015
Per gli appassionati di opere di fortificazione e, in particolare, per i forti, o batterie corazzate, italiane che presero parte alla Grande Guerra, si segnala il sito: www.fortificazioni.net Per avere un quadro d’insieme delle operazioni che si svolsero tra il 1915 e il 1917 lungo il fronte orientale italiano e lo sfondamento operato dalle truppe imperiali austroungariche nel settore di Plezzo-Caporetto, si segnala il lavoro di Leonardo Malatesta, in PDF: “Altipiani di fuoco. la Strafexpedition austriaca del maggio-giugno 1916”: Tutte le opere difensive dei primi del Novecento presentano spazi semisotterranei, ricavati nel sottosuolo o scavati nei fianchi dei rilievi, come gallerie di collegamento, riservette munizioni, cisterne, ecc. A tutti gli effetti possono rientrare negli interessi di chi si occupa di Archeologia del Sottosuolo. Buona lettura. Gianluca Padovan (Ass.ne SCAM – FNCA) III.11.8 - Forte Tratto da: Padovan G., La classificazione per tipologia delle cavità artificiali, in Padovan G. (a cura di), Archeologia del Sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005, pp. 42-43. Opera difensiva, di limitate dimensioni, racchiudente nel suo interno solo costruzioni militari. In epoca moderna è per lo più una costruzione in mattoni, pietra, piastre corazzate e nei modelli più recenti in calcestruzzo e poi in cemento armato, generalmente interrata e dove le artiglierie sono poste sotto cupole corazzate che possono anche essere a scomparsa o più comunemente girevoli. È detto anche batteria corazzata oppure opera. Può essere isolato, adibito alla sorveglianza e difesa di una località o di un passaggio obbligato, oppure fare parte di un campo trincerato o di una regione fortificata. Spesso, cessata la necessità di una funzione difensiva, l’opera può essere destinata ad altri usi, come ad esempio deposito, polveriera o luogo di detenzione. La prima guerra mondiale vede un largo impiego di batterie corazzate. Tra il 1833 e il 1838 gli austriaci costruiscono una gigantesca fortificazione posta all’incontro della Val Pusteria con la valle dell’Isarco (Bolzano). Si compone di una parte bassa detta Talwerk (Opera Valliva) e una sul fianco destro della Valle Isarco chiamata Hohenwerk (Opera Alta); è dotata di varie opere sotterranee e semisotterranee, più di cento postazioni d’artiglieria, ricoveri, casematte, cisterne e prevedeva una guarnigione di un migliaio di uomini. Non sparerà mai nemmeno un colpo di fucile e l’evoluzione delle artiglierie la rendono ben presto obsoleta. Per tale motivo si fa uso sempre maggiore di casematte corazzate, torrette e cupole girevoli in acciaio (anche a scomparsa), nonché di “opere in caverna”, ovvero ambienti scavati nella roccia, laddove i rilievi montani lo consentano, per alloggiare uomini e artiglierie. Tra la fine del XIX sec. e gli inizi del successivo numerose opere di fortificazione vengono costruite sul confine italo-austriaco ed entrambe le nazioni adottano la batteria corazzata come fulcro del sistema difensivo, pur con differenti soluzioni. Per quanto riguarda i forti italiani: «Il forte, sempre casamattato, era costituito da un ristretto banco di calcestruzzo a prova di bomba, a pianta rettangolare, di 10-15 m di larghezza e 60-80 di lunghezza. Il complesso, solitamente articolato su due livelli, si appoggiava se possibile ad un banco roccioso precedentemente scavato. Sulla copertura, perfettamente defilata e livellata rispetto al terreno adiacente, emergevano solo le cupole metalliche coprenti le installazioni a pozzo. L’armamento era solitamente costituito da 4 o da 6 cannoni di medio calibro disposti su un’unica linea parallela all’asse maggiore della batteria. Le armi erano installate su affusti girevoli, con copertura a cupola in acciaio in grado di ruotare di 360° solidamente all’affusto stesso» (Girotto 2002, pp. 127-128). Le opere sono dotate di postazioni per le mitragliatrici e circondate da fossati e reticolati. L’unica batteria corazzata italiana rimasta integra e completa dell’armamento pesante è il Forte di Montecchio (Lecco). Fa parte della Linea Cadorna e i lavori per il suo apprestamento cominciano nel 1911; nel 1916 vengono apportate alcune migliorìe. È armato con quattro cannoni da 149 mm posti sotto cupole girevoli (installazione “S”, Schneider) (Flocchini 1994, p. 48); è provvisto di depositi sotterranei per le munizioni e cisterne per la conserva dell’acqua. Tutti gli altri forti sono stati o distrutti nel corso dell’evento bellico, come l’austriaco Forte Tre Sassi posto a controllo della Val Parola (Alto Adige), oppure demoliti per il recupero del metallo o semplicemente privati delle artiglierie. Nel settore compreso tra la Val d’Adige e la Val Sugana rimangono visibili numerose fortezze sia austriache sia italiane costruite tra la fine dell’Ottocento e i primi del successivo, tra cui Forte Campomolon, Forte Casa Ratti (tagliata stradale oramai ridotta a un cumulo di rovine), Forte di Punta Corbin, Forte Campolongo (che opera contro il forte austriaco di Luserna), Forte di Cima Verena (eccellente punto di osservazione soprattutto sulla Val d’Assa), l’ottocentesco Forte Interrotto, Forte Lisser (fatto saltare dalla guarnigione in ritirata nel 1916), Forte Pozzacchio, Forte Serrada (opera allora moderna e ben articolata, oggi parzialmente demolita), Forte Cherle (quasi interamente demolito per il recupero del metallo), Forte Belvedere di Lavarone (oggi restaurato e sede di un museo sulla Grande Guerra), Forte Luserna, Forte Pizzo di Vezzena (costruito dagli Austriaci e chiamato “occhio dell’Altipiano”). Il Forte Maso, costruito alla fine dell’Ottocento e ristrutturato ai primi del successivo, oggi ospita una trattoria con esposizione di cimeli. Il Forte Busa di Verle, costruito ai primi del Novecento sull’altopiano di Vezzena (Veneto), era dotato di “traditor”. Presso la punta sud del Colle di Osoppo (Udine) si realizza il forte corazzato italiano Batteria Sud armato con quattro cannoni da 149 mm, in un sito che già ospita varie strutture militari, anche sotterranee, di periodi precedenti. In alcuni locali del colle, recentemente restaurati, vi è oggi la sede dell’A.R.C.A.: “Associazione Regionale Cavità Artificiali”. In questo arco temporale si realizzano opere analoghe anche nelle Alpi Occidentali: Forte Chaberton (dal 1947 in territorio francese) sopra Cesana e Forte Pramand a nord di Oulx, entrambi in Val di Susa; presso la conca del Moncenisio si hanno due batterie corazzate: Batteria Paradiso (quasi cancellata da una cava a cielo aperto) e Batteria La Court ancora leggibile. Tra il 1932 e il 1935 si costruisce in Belgio il forte di Eben-Emael, a nord di Liegi e in prossimità della frontiera olandese: «Il forte controllava il Canale Alberto, il fiume Mosa, le strade che da Maastricht portavano a occidente, e soprattutto i ponti vitali che attraversavano il canale stesso (…)» (Hogg 1982, p. 214). Considerato inespugnabile, anche per via del Canale Alberto che funge da gigantesco fossato, è dotato di batterie in casamatta e in cupole d’acciaio tra cui due a scomparsa, difese antiaeree, un anello difensivo di fortini e casematte, nonché cupole finte per ingannare gli avversari; inoltre sono installati sistemi anti-gas. È conquistato in poche ore il 10 maggio 1940, da paracadutisti tedeschi del gruppo d’assalto Granito, giunti all’interno del forte con alianti d’assalto del tipo DFS 230. Il fortino è una piccola opera difensiva armata di solito con armi automatiche e artiglierie di piccolo calibro. Con il termine di tagliata, o di sbarramento stradale, si indica un’opera d’interdizione anche fortificata che controlla una rotabile, generalmente di fondovalle, o comunque un passaggio obbligato. La Tagliata del Tombion viene costruita nel 1885 ed è uno sbarramento stradale a controllo della rotabile che dalla Valsugana, attraverso Cismon, conduce a Bassano del Grappa. «La tagliata consisteva di due batterie in casamatta poste perpendicolarmente alla strada, ambedue ad un solo piano; di un edificio a casamatta adibito ad alloggio a due piani fra le prime due e di un edificio a due piani defilato e parallelo al percorso stradale. Quest’ultimo era dotato di parafulmine (gabbia di Faraday) in quanto adibito a magazzino delle polveri oltreché a zona uffici-abitazione-armeria (…). L’approvvigionamento idrico era garantito da una fontana perenne interna all’opera (lato meridionale del cortile sud), ma esisteva anche una cisterna di grandi dimensioni in grado di contenere sino a 80 metri cubi d’acqua, tra l’altro munita di doppio sistema di filtraggio delle acque piovane provenienti dalle superfici orizzontali delle coperture del complesso» (Girotto 2002, pp. 88-89). La foto che illustra l'articolo rappresenta: Forte Montecchio Nord - scorcio della casamatta Read More...
IMAGE Offerte di lavoro nell'ambito naturalistico dei parchi italiani 25-07-2015
Sabato, 25 Luglio 2015
L'Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise indice un bando di gara per l'affidamento in concessione dei servizi di guida nelle aree di presenza del camoscio d'Abruzzo soggette a "numero chiuso controllato". Scadenza: 04-08-2015 ore 10:00 Tutti i dettagli e la documentazione sono scaricabili sul sito ufficiale del parco a questo link: Avviso bando di gara affidamento servizi di guida "numero chiuso controllato" Read More...

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