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mario bettini - Commented on Wendy, sono a casa… in Joomla Article
Gran bel lavoro! Complimentoni
renata - Commented on Wendy, sono a casa… in Joomla Article
Mi associo alle congratulazioni. Buon lavoro a tutti!
NeandertalMan - Commented on Wendy, sono a casa… in Joomla Article
Voglio ringraziare particolarmente Jeff Matthews e Larry Ray per il supporto che...
LarryRay - Commented on Wendy, I'm home... in Joomla Article
Congratulations and appreciation to Fulvio and the NUg 'gang' for all your hard ...

Ultime notizie

IMAGE Alla Galleria Borbonica si replica "Chimera", la favola di Amore e Psiche
Martedì, 25 Novembre 2014
"CHIMERA": "LA FAVOLA DI AMORE E PSICHE negli occhi di Dino Campana" Dopo l'indiscusso successo dell' 8 Novembre e data la caldeggiata richiesta del pubblico torna in scena la favola bella alla Galleria Borbonica.VENERDì 5 DICEMBRE I Canti Orfici, cavallo di battaglia di un artista che ha fatto la storia dell'avanguardia teatrale in Italia, Carmelo Bene, in particolare nella loro massima espressione, "la Chimera", sono diventate le immagini capaci di donare il giusto colore notturno alla Favola di dolcezza e candore che unisce Amore alla sua Psiche. Un viaggio in un mondo chimerico di figure lontane che improvvisamente, inspiegabilmente diventa del tutto attuale vestendosi dello sguardo di Dino Campana.In una chiave scenografica molto suggestiva composta per lo più da luci non artificiali, (nella fattispecie fiaccole e candele), gli attori ricreeranno un’atmosfera d’altri tempi. Il Tunnel Borbonico con il suo labirinto di cunicoli e strade sotterranee è stato e tornerà ad essere il luogo perfetto per accompagnare l’immaginazione in un tempo antico, lontano dalla realtà. Gli eventi atmosferici e tutti le situazioni affidate all’immaginazione, tramite i fondamenti degli studi del teatro danza, verranno ricreati con un costante gioco di veli, mentre le voci narranti si alterneranno per creare suggestioni inaspettate. L’incanto dei suoni dell’arpa e del violino accompagneranno gli spettatori nei luoghi del mito, facendoli rivivere tramite ricordi di suoni lontani. E' il pubblico che, con il suo calore, ancora una volta, permette a questo spettacolo di vivere e far rivivere la sua fiaba, acclamandone la dolcezza e chiedendolo ancora.ORARI DELLE RAPPRESENTAZIONI: VENERDì 5 DICEMBREORE 20,00ORE 21,30Regia ed adattamento teatrale Livia BertèMusiche a cura di Gianluca RovinelloDirezione artistica Ilaria VitalePersonaggi ed InterpretiAmore: Valerio GargiuloPsiche: Livia BertèVenere: Orentia MaranoLe sorelle: Serena Pisa e Gabriella VitielloVoce degl'Inferi: Paolo GentileGabbiano: Giacomo PriviteraMusicheGianluca Rovinello: ArpaAnna Rita Di Pace: ViolinoCosto del biglietto 15 euroPrenotazioni obbligatorie al numero 0817645808 (ven-sab-dom) o al 3662484151Entrata al tunnel dal parcheggio Morelliwww.galleriaborbonica.comPREVISTA CONVEZIONE DI SCONTO CON IL PARCHEGGIO MORELLIPer due ore di parcheggio il costo sarà di 5 invece che di 8 euro.Si raccomanda di conservare il biglietto dello spettacolo da presentare all'uscita ai responsabili della Galleria Borbonica. Read More...
IMAGE Orgoglioso di essere troglodita!
Domenica, 23 Novembre 2014
Alcuni anni fa ebbi l'opportunità di conoscere un professore che, nonostante fosse fortemente interessato alla storia e alla cultura partenopea, non aveva mai avuto l'occasione di visitare quella parte nascosta della nostra città di cui molti hanno sentito dire ma pochissimi veramente conoscono: il sottosuolo di Napoli e le sue grotte. Il professore in questione, di origini americane ma stabilmente ancorato a Napoli dove vive, tale Jeff Matthews, ci era stato presentato da Larry Ray, l'altro stantunitense innamorato di Partenope. Fu così che un giorno di circa otto anni fa organizzai per lui un'escursione di speleologia urbana. Fu un colpo di fulmine! Da allora non abbiamo più smesso di frequentarci, di parlare di grotte e collaborare nella realizzazione dei nostri rispettivi siti web. Questa che ora vi propongo è la traduzione, realizzata dallo stesso autore, dell'articolo che Jeff volle scrivere sul suo sito per raccontare l'avventura di quella sua prima giornata sotto terra. Buona lettura. P.S. Qui troverete l'articolo originale: Proud to be a Troglodyte!     Orgoglioso di essere troglodita! di Jeff Matthews   “Devo essere più o meno vicino al centro della Terra” ---Alice nel Paese delle Meraviglie Poco prima di scalare un muro nella gigantesca caverna sotto Piazza Cavour, Fulvio Salvi mi aveva detto, "Basta pensare ai soldi che la gente paga per camminare nelle fogne di Parigi. Abbiamo bisogno di pubblicità migliore a Napoli. Qui sotto disponiamo di un'area grande il doppio del Vaticano." Poi ha iniziato a salire, una mano dopo l'altra, afferrando le maniglie scavate nel tufo morbido da uno scavatore napoletano chi sa quanto tempo fa. Fulvio "lavorava senza rete", come si suol dire. (Naturalmente, quando lo dicono loro, è una metafora. Quando lo dico io, voglio dire NIENTE RETE! Se cade, si spezza qualcosa. Naturalmente, come uno che ha paura del buio, dei luoghi alti e degli spazi stretti (preferisco le grandi sale da pranzo ben illuminate!) ho fatto del mio meglio per tenere gli occhi chiusi. Due volte la dimensione del Vaticano! Questo mi ha colpito perchè non visualizzo facilmente le unità di misura; cioè, "... tanti metri cubi" o "... kiloettari...ecc.". Per me è come dire "...un sacco di...". Ma "il doppio del Vaticano ..."! L'altra città di Antonio Piedimonte ci ricorda che dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi abbiamo notato la presenza di circa 700 cavità, compresi i tunnel, le gallerie, le grotte, e i passaggi segreti. Ci sono grotte greche e romane e gallerie borboniche; e ci sono catacombe e grotte naturali. In tutto...un milione di metri quadrati di spazio sotterraneo. Esperti dicono che rimane ancora molto da scoprire. Proprio sotto i nostri piedi restano almeno altri due milioni di metri quadrati di spazi inesplorati di cui non sappiamo niente. Ero in solo uno di questi 700 spazi, molti grandi come chiese. Qui si potrebbe celebrare una grande messa di culto di trogloditi fedeli, o ci si potrebbe nascondere per settimane (e più) come si faceva per sfuggire alle bombe che cadevano nella seconda guerra mondiale. Pensate a come è nato tutto. I greci costruivano l'acquedotto iniziale per portare alla loro nuova città di Neapolis l'acqua dalle sorgenti alle pendici del Vesuvio fino alle cisterne che rifornivano i pozzi per soddisfare le esigenze di tutti quegli abitanti vestiti di toghe e seduti dappertutto a sorseggiare una buona Resina lamentandosi sulla caduta di Atene. Poi i Romani costruivano il loro spettacolare acquedotto di 70 chilometri per portare l'acqua dal fiume Serino a Napoli, Pozzuoli e Baia, per riempre l'enorme Piscina Mirabilis o per fornire acqua alla flotta imperiale di Miseno. Quell'acquedotto serviva la città per tutto il Medioevo; nel 1600 gli spagnoli si espandevano e l'acquedotto è durato fino al 1880. Poi una serie di devastanti epidemie di colera ha portato alla demolizione e successiva ricostruzione di ampie parti della città, un'opera che prevedeva la costruzione di un acquedotto moderno. Strada facendo nel corso dei secoli—così venivano scavate quelle 700 caverne—tu hai costruito la casa: prima trovavi la proprietà, poi cominciavi a scavare per il materiale in quella roccia vulcanica giallastra chiamata "tufo". Immagina di scavare un imbuto rovesciato sotto la tua proprietà. Il beccuccio stretto diventerà il pozzo che fornisce acqua alla tua casa, che sta ora crescendo intorno a quell'albero centrale man mano che estrai più materiale e lo porti in superficie. Poi, sotto terra, si inclinano i lati dello spazio, formando così il vero imbuto e poi scavi verso il basso fino a quando non ti serve più roccia. Quello spazio enorme che hai creato e che adesso sembra una bottiglia sotto casa è la cisterna. Così hai la casa, il pozzo (il “beccuccio”), e la cisterna (il resto della bottiglia). Adesso scavi ancora di più per collegarti con l'acquedotto principale. Poi è finito. Hai l'acqua—va dal fiume all'acquedotto, all'albero centrale di casa tua, alla cisterna, al pozzo, a te. Era facile e non hai usato altro che asce, picconi, e sudore. (Grammatici marxisti noteranno che "tu" nelle ultime frasi significa quasi sicuramente qualcun altro!) Le cisterne, i pozzi e gli alberi centrali sono in aggiunta(!) agli spazi sotterranei che non c'entrano con la necessità di acqua, come le catacombe storiche e le gallerie strategiche. (I Borbone dell' Ottocento, per esempio, avevano un tunnel del genere per fuggire dal principale palazzo reale nel caso di una rivoluzione.) Il lavoro sotto Piazza Cavour è la passione di Clemente Esposito, Fulvio Salvi e una banda di speleologi urbani volontari dell'organizzazione, Napoli Underground. Hanno già aperto un piccolo museo in superficie con un display di mappe, strumenti, arnesi e manufatti recuperati. L'eventuale piano è di ricreare (!) sotto la superficie vari esempi di quello che si troverebbe se si potesse effettivamente discendere ad un lato della città e passeggiare sotto terra verso l'altro lato. Questo, naturalmente, non è mai stato possibile, ma oggi i chilometri di passaggi e centinaia di cisterne vuote sono pericolose, buie e piene di detriti scaricati durante e dopo la seconda guerra mondiale. Così i volontari stanno costruendo camere funerarie greche, catacombe cristiane, camere con simboli di culto priapico (quello esiste già, ma io arrossisco visualizzando la foto che ho scattato!). Bisogna pure sgombrare i rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale, le cui pareti sono incise con i graffiti degli annoiati, dei patrioti, e degil spaventati. A proposito di paura, torno a quello che stavo leggendo, La Macchina del Tempo di H.G. Wells: “...dovevo discendere un condotto di forse duecento metri ... Ero angosciato e affaticato dalla discesa ... Una delle barre di metallo si piegava all'improvviso sotto il mio peso, e quasi mi ha lanciato fuori nell'oscurità sottostante. Per un attimo ero appeso con una sola mano, e dopo quell'esperienza non avevo il coraggio di riposare di nuovo ...” Read More...
IMAGE Progetto di georeferenziazione della rete sentieristica del Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Sabato, 22 Novembre 2014
E' stato pubblicato il bando di gara mediante procedura aperta per la realizzazione della georeferenziazione dei sentieri del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. L'Ente Parco è stato in passato sempre molto attivo nella attività di valorizzazione, attraverso stanziamenti straordinari, delle potenzialità del territorio e in collaborazione con il CAI nazionale, i Comuni e le associazioni ha costantemente curato e il monitorato la rete dei sentieri. In questa ottica l'Ente Parco ritiene necessaria una ricognizione dei percorsi di propria competenza in tutto l’Arcipelago Toscano al fine di favorire la promozione escursionistica del territorio. A tal proposito è stato pubblicato un bando per affidare l’incarico di georeferenziarie tutta la rete sentieristica. Il progetto prevede di acquisire, attraverso l'utilizzo di dispositivi GPS-GNSS SUBMETRICI, le tracce dei percorsi individuati sulla carta dei Sentieri dell’Ente Parco e tutte quelle informazioni utili ai fini della valorizzazione e promozione del territorio e alla fruizione dei percorsi. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale del Parco Nazionale Arcipelago Toscano Scadenza: 22 dicembre 2014 Read More...
IMAGE Cueva Tur 2014 - Disponbili on line gli atti del congresso
Venerdì, 21 Novembre 2014
Sono disponibili OnLine gli atti de Cueva Tur 2014 il Primo Congresso Ibero-Americano e Spagnolo sulle Grotte Turistiche. La pubblicazione è stata postata su Calaméo da Bibliografia Espeleologia il più importante sito spagnolo di divulgazione sull'editoria speleologica. La notizia è tratta da: espeleologiabibliografia Buona lettura     Read More...
IMAGE Memorie Sotterranee - Il catalogo della mostra
Giovedì, 20 Novembre 2014
  Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto dall'associazione Bologna Sotterranea il catalogo della mostra "Memorie Sotterranee: i rifugi antiaerei a Bologna tra ricerca, tutela e valorizzazione" realizzato a cura di Vito Paticchia e Massimo Brunelli. E' possibile richiedere copia dell'interessante pubblicazione direttamente alla segreteria dell'associazione Bologna Sotterranea (segreteria@amicidelleacque.org ) che provvederà ad inviarla con un modesto contributo a copertura delle spese di spedizione.  Presentazione "Questo volume si aggiunge al contributo di studi e ricerche, mostre e pubblicazioni che l'IBC nel corso degli anni ha dedicato al tema della conoscenza dei segni - rovine più o meno evidenti e perturbanti - del secondo conflitto mondiale sul territorio regionale.Su questi argomenti, il filone di ricerca più importante è da quasi un ventennio quello costituito dal progetto regionale sulla Linea Gotica, che si articola in vari capitoli, tra i quali spicca la guida recentemente pubblicata, e dedicata all'intero sviluppo del tracciato della fortificazione, dal Tirreno all'Adriatico.Nelle pagine che seguono, si coglie molto bene come sulle tracce della guerra si possa andare anche in città. Questo era molto evidente fino agli anni Sessanta e Settanta, quando i vuoti bellici non erano infrequenti nel tessuto urbano; in seguito sono stati riempiti o abbelliti con sistemazioni a verde, e ora le tracce più percepibili sono le scritte e i segnali sulle pareti che indirizzavano ai rifugi, argomento al quale fu dedicata una ricerca fotografica e poi una mostra nel 2007.Naturalmente nelle città i segni delle distruzioni più persistenti e clamorosi - anche se indiretti, in quanto sono una conseguenza della guerra più che un lascito vero e proprio - sono le porzioni a volte estesissime di tessuto urbano ricostruito nelle aree bombardate: un patrimonio edilizio da sempre poco considerato perché connotato da scarsa qualità, rispondente a criteri spesso speculativi e bandito fino a pochi anni fa dal recinto dei beni culturali. Un atteggiamento che oggi è cambiato, con la considerazione del patrimonio costruito nel Novecento, e dei suoi valori architettonici o anche soltanto testimoniali.Il merito del lavoro condotto dai due autori - che è stato esposto in una mostra tenutasi nell'autunno 2013 alla Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna - è duplice: da un lato esso ci restituisce la conoscenza di luoghi e vicende molto prossimi all'oblio, e già di per sé questo è un obiettivo sufficiente per certificare la necessità dell'opera compiuta; inoltre, esso segnala con forza la necessità di iniziare a valorizzare l'insieme dei rifugi sotterranei, come si fa - e il libro lo racconta - in diverse città italiane e negli altri paesi europei. Qualche esperienza è già stata fatta anche da noi, in occasione di manifestazioni ed eventi temporanei, ma è certo opportuno continuare con più convinzione, creando in questo modo una rete di luoghi da visitare che potrebbe aggiungersi agli itinerari culturali urbani già attivi, arricchendoli, sulla scorta di esempi di successo, com'è il caso della rete dei canali e delle acque sotterranee. Piero OrlandiResponsabile del Servizio beni architettonici e ambientali IBC" Click sull'immagine per ingrandire La copertina del catalogo Read More...
IMAGE Lo Speleo Club Chieti organizza visite guidate nei sotterranei di Palazzo de' Mayo
Mercoledì, 19 Novembre 2014
Lo Speleo Club Chieti chiude in bellezza il mese di novembre con una serie di visite guidate gratuite nei sotterranei del Palazzo de' Mayo. L'evento culturale, che si svolgerà durante il weekend del 29 e 30 novembre, prevede l'accompagnamento dell'archeologa Marida De Menna che, tra le ore 16:00 e le 20:00, illustrerà gli ambienti ipogei dell'antica via Tecta e del corso Marrucino. Prenotazione obbligatoria contattando la Fondazione Carichieti al numero telefonico 0871-359801 La fonte della notizia Read More...
IMAGE l bollettini n° 305 e 306 della SBE (Società Brasiliana di Speleologia)
Mercoledì, 19 Novembre 2014
Sono disponibili sul web i bollettini 305 e 306, rispettivamente del 1 e del 15 novembre 2014, della Società Brasiliana di Speleologia. In questi numeri: i 45° anniversario della SBE e un articolo di bio-speleologia sul numero 305. Sul numero 306 troviamo: bio-speleologia e fotografia speleologica; ...e tanto altro ancora. La riviste sono disponibili a questi: nr. 305 e nr. 306.Se invece v'interessa visionare i numeri arretrati questo è il sito della Sociedade Brasileira de Espeleologia Buona lettura Read More...
IMAGE Legambiente sulle Apuane - Fermate la distruzione delle Alpi Apuane e dei suoi acquiferi carsici
Martedì, 18 Novembre 2014
Il comunicato stampa che Legambiente Toscana ha diramato per informare e fare il punto sullo scempio ambientale che si sta perpetrando con le cave di marmo nelle Alpi Apuane.   "LEGAMBIENTE AL PARCO, ALLA REGIONE E ALLA RETE EUROPEA DEI GEOPARCHI: "FERMATE LA DISTRUZIONE DELLE ALPI APUANE E  DEI SUOI ACQUIFERI CARSICI" L'ASSOCIAZIONE PRESENTA UN DOSSIER SULL'IMPATTO DI 13 CAVE NEL PARCO REGIONALE DELLE ALPI APUANE Riaperture, ampliamenti e fusioni di cave dismesse, sbancamenti di nuovi versanti, nuove strade di arroccamento, nuovi ravaneti, valutazioni d'impatto ambientale alquanto sommarie, l'86,4% di detriti per estrarre il 13,6% di blocchi, acquiferi messi in pericolo da dilavamenti di terre e marmettola; circhi glaciali, cavità carsiche, versanti sopra i 1.200 metri e siti d'interesse comunitario per la biodiversità, intaccati da nuove escavazioni, etc. Sembra un bollettino di guerra all’ambiente, ma basta consultare sul sito del Parco Regionale delle Alpi Apuane gli atti di autorizzazione in corso per 13 cave di marmo, per rendersi conto che tutto questo sta succedendo, e non è un’eccezione ma la norma, all'interno di un importante Parco Regionale, riconosciuto anche come Geo-Parco delle rete Europea dei Geo-Parchi, nonché l'area più importante per la biodiversità della Toscana, per la quale l'Unione europea esige una tutela particolare. “(…) Le Alpi Apuane: • rappresentano un territorio di inconsueta qualità ambientale, straordinariamente ricco di paesaggi, ambienti ed emergenze naturalistiche; • esprimono la loro ricchezza naturalistica non solo attraverso la flora e la fauna, ma pure attraverso le rocce, i minerali, i fossili, le strutture tettoniche, le forme superficiali e profonde della Terra, che forniscono elementi inconsueti, vari e diffusi di valore ambientale; • costituiscono un complesso orografico di grande suggestione scenica, per l’imponenza della dorsale principale e la morfologia assai aspra; • presentano numerosi habitat e specie animali e vegetali di interesse comunitario, che hanno qui consentito di definire una ZPS estesa e dieci SIC, direttamente legati al paesaggio fisico e al substrato geologico (...)” Non sono dichiarazioni di ambientalisti intransigenti, ma la Delibera N° 54 del 2010 del Consiglio Direttivo del Parco delle Alpi Apuane, necessaria per dar corso alla Candidatura dell'area protetta come Geo-Parco riconosciuto dalla Rete Europea e Globale dei Geo-Parchi, sotto gli auspici dell'UNESCO. In seguito a questa situazione, Legambiente ha deciso di scrivere al Presidente del Parco, al Presidente e agli Assessori competenti della Regione Toscana ed al Coordinamento di EGN-European Geoparks Network in Francia, per denunciare il pericolo al quale sono esposte le Alpi Apuane, attraverso un dossier articolato e documentato che prende in esame i documenti di autorizzazione in corso per 13 cave di marmo nel territorio del Parco, distribuite in tutte le aree: Lunigiana e versante apuano della Provincia di Massa-Carrara, Garfagnana e Alta Versilia in Provincia di Lucca. Legambiente esprime profonda preoccupazione per le numerose autorizzazioni in corso di cave nel Parco Regionale delle Alpi Apuane che comportano conseguenze incompatibili con l'equilibrio dei delicati ecosistemi e, in particolare, con il sistema degli acquiferi carsici, particolarmente vulnerabili alle infiltrazioni di polvere di marmo, terre di risulta ed oli esausti. “Questa situazione - commenta Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana - appare in contraddizione con la parallela revisione del Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico, adottato il 2/7/2014 dalla Regione Toscana, e, soprattutto, in stridente e paradossale contrasto con le direttive e le finalità istitutive stesse del Parco Regionale delle Apuane! Per questo, il nostro livello di preoccupazione è massimo”. “Gli enti in indirizzo - dichiara Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette di Legambiente - devono adoperarsi per sospendere tutti i procedimenti autorizzativi delle cave in questione e rivedere radicalmente pianificazione e atti amministrativi del Parco. Non è ammissibile che un Parco Regionale, per di più in Toscana, interpreti a favore dell’escavazione speculativa le Direttive europee per la biodiversità e i principi che stanno alla base della sua inclusione nella Rete Europea e Globale dei Geoparchi. Se le richieste appena formulate non fossero pienamente attese, a Legambiente non rimarrebbe che segnalare alla UE la violazione delle Direttive di Natura 2000 e proporre l'esclusione delle Alpi Apuane dalla Lista dei Geoparchi europei”. Per consultare integralmente il dossier, ecco l’URL di riferimento: http://www.legambientecarrara.it/category/temi-locali/marmo/cave/ Katia Rosanna Rossi - Ufficio stampa Legambiente Toscana" Read More...

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