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Il Telefono... certo che come nome per la cima di una montagna è piuttosto inusuale e la domanda che sorge spontanea è come si chiamasse prina del 1849 quando Meucci ancora non aveva ben capito cosa sarebbe saltato fuori dai suoi esperimenti di elettroterapia. Il “Monte il Telefono” (1138) è una delle cime dei Lattari ed è localizzato su quella dorsale che con direzione nord-sud separa la valle di Tramonti da Cava dei Tirreni. Dall'alto della sua vetta è possible spaziare a 360° e con lo sguardo ammirare geografie lontane come: il Vesuvio a nord-ovest, Cava dei Tirreni ad est, Salerno ed il suo golfo a sud-est e Ravello con l'Auditorium di Oscar Niemeyer a sud-ovest.

Di seguito le indicazioni dettagliate per realizzare quest'escursione.

Oltrepassato il Valico di Chiunzi provenendo da ovest (Angri) e raggiunta la rotonda è necessario imboccare la strada laterale (subito a sinistra della Strada Provinciale 2a) percorrendola fino all'area di parcheggio posta al suo termine nei pressi di un agriturismo (km 1.7). Lasciata l'auto avviarsi lungo la stradina in salita che costeggia numerose antenne di telecomunicazione camminando, in salita, per circa 1.0 km. A questo punto deviare a destra abbandonando la strada asfaltata e proseguire per ancora 2.0 km lungo la strada sterrata raggiungendo lo spiazzo dove è sistemato un tavolo con panche (classico da area di sosta) e una palina con le indicazioni CAI delle varie direzioni. Da questo punto inizia il sentiero vero e proprio che, anche se sempre abbastanza evidente, sarà opportuno seguire con l'ausilio della traccia GPS che abbiamo registrato attraverso il nostro Garmin GPSMAP 60csx.

Il percorso si svilupperà quasi sempre in salita e ci porterà, dopo altri 1.2 km, a raggiungere la base della falesia, nella quale si aprono numerose piccole grotte, sottostante la cima del Monte Piano.

E' questo il punto dove è possibile proseguire scegliendo una variante molto più avventurosa del tracciato tradizionale. Entrare nella grotta contrassegnata da una grossa stella di natale, salire nella stanza superiore con la scala in legno e oltrepassare il foro presente sulla parete di fondo. A questo punto saremo sbucati sull'altro versante della montagna (quello che si affaccia su Cava dei Tirreni) e da li risalire verso la cima aiutandoci, nei punti più impervi e verticali, anche con le mani. Giunti in vetta e ritrovato il sentiero marcato con le due bande (bianca e rossa) del CAI preseguiremo, sempre con direzione sud, fino al rifugio posto appunto sulla cima de "Il Telefono".

Il Rifugio, una piccola e ben tenuta casetta di legno (con addirittura le tendine alle finestre), è aperto e al suo interno troveremo un cucinino a gas (completo di macchinetta del caffè e qualche stoviglia), una piccola scorta di alimenti (caffè, zucchero, sale, un barattolo di marmellata ecc.), che sarebbe opportuno e giusto integrare con qualche nostro dono non deperibile, un serbatoio con acqua, una carta topografica dei Monti Lattari e un'agenda sulla quale sarà possibile lasciare un ricordo e apporre la nostra firma. All'esterno un grosso tavolo di legno circondato da panche ci consentirà un gradevole spuntino da questa terrazza tra le nuvole affacciata sul Paradiso. Il tutto è perfettamente tenuto ed è giusto rivolgere un sincero ringraziamento ai volenterosi (se ben ricordo... "Associazione amici del Monte Finestra") che si sono prodigati a realizzare e ancora oggi mautenere tutto ciò. Raccomandiamo vivamente di trattare il posto e tutto quello che su esso esiste con il massimo rispetto cercando di lasciarlo meglio di come lo abbiamo trovato.

Per il ritorno seguiremo il sentiero e al bivio manterremo la sinistra seguendo la strada tradizionale che, molto meno impervia di quella percorsa all'andata, ci ricondurrà alla base della falesia dove si aprono le piccole grotte. Da questo punto il percorso, quasi sempre tutto in leggera discesa, ricalca quello fatto all'andata.

L'intera escursione è lunga oltre 11 km, ci porterà a superare un dislivello di oltre 600 mt.

Lungo il percorso non sono presenti fonti di acqua e sarà quindi necessario portare con se tutta quella necessaria (in estate almeno un paio di litri a testa). Il tempo impiegato per l'andata ed il ritorno, escluso la sosta è stato di circa 5 ore.

Hanno partecipato all'escursione: Nando e Fulvio.

A seguire il link alla galleria fotografica e alla traccia GPS da scaricare per realizzare in proprio la vostra escursione che comunque deve essere affrontata con estrema attenzione in quanto il percorso presenta alcuni passaggi lungo tratti esposti. Ricordate sempre che la traccia GPS è puramente indicativa e che andare in montagna può essere anche pericoloso se non si è adeguatamente preparati ad affrontare le insidie che la natura selvaggia nasconde. Comportatevi in modo appropriato, non fate danni cercando di riportare con voi solo qualche scatto fotografico ed il ricordo di una bella giornata vissuta a contatto con la natura.

Buona escursione

P.S. Lungo il percorso, durante l'andata, abbiamo incrociato altri due escursionisti (padre e figlio) con i quali ci siamo intrattenuti alcuni minuti sufficienti ad ascoltare il racconto di quando (fino agli anni '60) questi sentieri erano attraversati dagli abitanti della valle di Tramonti che contrabandavano (allora c'era ancora il dazio) l'alcol da loro prodotto commercializzandolo con Cava dei Tirreni dove era scambiato con il tabacco coltivato in loco. Questa storia d'altri tempi mi ha ricordato un famoso film interpretato da Totò e Fernandel "La legge è legge" dove i due recitano la gustosa scenetta di guardie e ladri che vi proponiamo.

Buona visione

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