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... vi ho lasciato ieri alle tre di notte mentre, nel chiarore di un irreale crepuscolo, ero in attesa di qualcuno che mi aprisse la porta dandomi così finalmente la possibilità di stendermi e recuperare due o tre ore di sonno. Aspettavo l'arrivo del proprietario di casa che immaginavo biondo e barbuto islandese ma, con non poca sorpresa, invece giunse un gentile ragazzo rumeno con moglie spagnola: i due avevano investito i loro risparmi in questa terra ai confini del mondo acquistando tre case da adibire a B&B e il business si era dimostrato corretto visto che l'ultima camera vuota era quella che stavo in quel momento per occupare. Dormire non è stato semplice: il chiarore che, nonostante le pesanti tende, penetrava dalle ampie finestre lasciava poco spazio all'avvento di un Morfeo portatore di quello stato che avrebbe placato la mia stanchezza. Così, in un irreale dormiveglia, è iniziato il nuovo giorno: il primo in Islanda.

Di buon'ora, anche per tenere fede al programma stilato, recuperai l'auto presa a noleggio e via verso il selvaggio nord lontano da quel "Circolo d'Oro" tanto caro al turista tradizionale. I miei programmi erano molto più ambiziosi, volevo perdermi tra le immense e deserte tundre ai confini dell'anello polare artico lì dove la terra cede il posto al ghiaccio.

Il trasferimento iniziò e i primi assaggi di quello che mi attendeva oltre i monti all'orizzonte mi resero subito edotto: infinite cascate solcavano le ripide e scoscese falesie di antichi edifici vulcanici (foto 1, 2 e 3), innumerevoli torrenti generati dal Languökull (uno dei quattro ghiacciai perenni degli altopiani di mezzo) (foto 5 e 6) ed enormi fratture della roccia, che si spingevano fin dentro la montagna (foto 7, 8 e 9), mi fecero immaginare gli incredibili scenari che avrebbero fatto da palcoscenico alle avventure dei prossimi giorni. Questi paesaggi, così nuovi e così impossibili, si susseguivano senza fine lasciando i miei occhi e la mia mente in un ininterrotto stato contemplativo. Ho attraversato valli glaciali senza fine (foto 10), chilometri e chilometri di immensi bastioni di roccia vulcanica (foto 4) e campi di lava ricoperti di morbidi muschi e multicolori licheni e come un cavaliere errante ero trascinato a nord da un atavico richiamo, forse l'antico ricordo di una grande migrazione. Quella terra, così diversa, esercitava in me un'irresistibile attrazione. Forse stavo percorrendo la via che mi avrebbe ricondotto alle origini ricalcando le orme di antichi avi.

Qualche ora più tardi finalmente mi affacciai sul quel braccio di mare che separa l'Islanda dalla Groenlandia, raggiungendo la baia di Breidafjördur con le sue microscopiche isole e i suoi stretti e profondissimi fiordi un tempo solcati dalle veloci imbarcazioni vichinghe. Le alte scogliere si stagliavano su un irreale e piatto mare di un intenso colore scuro mentre su sponde lontane catene montuose spingevano le loro radici e le loro nevi perenni fin dentro la gelida acqua... ed era estate piena.

Durante questo trasferimento la strada costeggiava e attraversava numerosi fiordi costringendomi spesso a percorrere svariati chilometri ricalcando la costa. Proprio per evitare uno di questi tortuosi giri, lungo il fiordo di Hvalfjörður (che penetra per oltre trenta chilometri nell'interno) e scavalcare i cinque chilometri che separano le opposte sponde, è stata realizzata una galleria che scende ben oltre il fondo roccioso dell'insenatura, la Hvalfjarðargöng, e la attraversa perpendicolarmente sotto le acque. Questa pratica soluzione è utilizzabile anche durante i gelidi inverni quando le strade sono ricoperte di neve e ghiaccio. Vi garantisco che in ogni caso fa una certa impressione sapere che stai praticamente viaggiando sott'acqua.

Prima di giungere a destinazione notai, lungo la strada, una misteriosa, stretta e profonda fessura che spaccava in due l'alto bastione lavico, un richiamo troppo forte per un vecchio speleo: non mi lasciò scampo. Non avendo però con me che una piccolissima luce frontale fui costretto ad esplorare solo il primo tratto della imperscrutabile spelonca.

Il trasferimento si concluse, a sera, presso l'accogliente Edda Hotel, struttura che avrebbe funto da base logistica per le escursioni dei prossimi tre giorni. Ecco dove vi condurrò:
Lo Snæfellsjökull National Park;
Sulle creste che sovrastano l'Edda Hotel;
Il piccolo paese di Hellnar e le sue scogliere.

Continua...

Click sulle immagini per ingrandire


1. Le innumerevoli cascate dell'Islanda


2. Le innumerevoli cascate dell'Islanda


3. Le innumerevoli cascate dell'Islanda


4. Antichi vulcani


5. Fiumi e torrenti


6. Fiumi e torrenti


7. La profonda frattura che spezza il maestoso bastione di lava vulcanica


8. Proseguendo verso l'interno della montagna


9. Dall'interno della montagna


10. Valle glaciale

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