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Conca della Campania è una piccola comunità di circa 1300 anime che, come spesso accade dalle nostre parti, custodisce gelosamente un suo segreto: la cascata e i mulini.

Il paesino, posto all'interno del perimetro del Parco Regionale Roccamonfina e Foce Garigliano, potrebbe passare inosservato, le poche case sono attraversate dalla Strada Provinciale 14 che, dopo essersi tortuosamente snodata tra i monti e i boschi di quei luoghi, diventa la viabilità interna dell'agglomerato urbano. L'assolata piazza di Conca della Campania, dove ha vita il fulcro dell'attività commerciale locale con la salumeria, il tabaccaio, la farmacia e le sbiadite insegne di un antico bar, ormai purtroppo chiuso forse a causa della morte del vecchio proprietario o forse per non essere riuscito a reggere lo scarso afflusso di avventori, sono lo scenario che ci si è presentato in una assolata mattina di questa calda estate del 2014.

Raggiungere la meta non sarebbe stato facile anche perché dall'uscita di Caianiello (autostrada del Sole Milano-Napoli) le indicazioni stradali sono pressoché inesistenti. Fortunatamente per noi l'avvento dei navigatori satellitari, liberandoci dalla consultazione delle sempre malridotte cartine stradali, ci ha comunque consentito di raggiungere l'obiettivo.

Dalla piazza si imbocca la stretta stradina in ripida discesa, pomposamente denominata via Roma, posta accanto alla tabaccheria (conviene ancora continuare in auto così da evitare di parcheggiare in piazza dove scarseggiano gli stalli di sosta) e proseguendo per circa 300 metri dove, dopo aver superato la prima chiesa e raggiunto la seconda, è possibile lasciare l'auto.

Individuare il percorso dell'escursione è facile: pochi metri a ritroso, sulla desta, un arco ci indica l'inizio del sentiero. Uno sterrato in discesa si avvia nella stretta valle che affianca il confine occidentale del paese e da subito si ode in lontananza il suono dell'acqua del torrente Maltempo (affluente del Volturno) che scorre, sul fondo dell'incisione, ancora nascosto da una fitta vegetazione boschiva. Sin dall'inizio del sentiero, nei tufi dell'antico vulcano spento di Roccamonfina, numerosi anfratti e piccole cavità artificiali ci anticipano spunti per numerose esplorazioni. Proseguendo in discesa, lungo il tragitto, che è ben evidenziato dalla presenza di una palizzata-corrimano in legno, si giunge finalmente sulle sponde della parte alta del torrente. Una piccola area attrezzata per la sosta con qualche tavolo di legno e panche, un ponticello in pietra e le, ormai quasi illeggibili, indicazioni sentieristiche dalle quali intuiamo che siamo giunti all'imbocco di un anello che ci consentirà di accedere a tutte le particolarità di questa escursione: la cascata, i mulini ad acqua e le numerose strutture sotterranee.

Partendo dalle indicazioni sentieristiche conviene iniziare il giro in senso antiorario e quindi dopo aver attraversato l'area picnic si procede, sempre in discesa, lungo il sentiero fino a giungere ad un primo bivio. Il tratto sinistro, dove il fragore dell'acqua aumenta indicandoci l'approssimarsi della cascata, ci condurrà alla base del salto d'acqua che, dopo il superamento di alcuni massi, ci si parerà d'innanzi improvvisamente. L'acqua della piccola cascata, alta poco più di una decina di metri, prima di precipitare in una pozza si infrange su alcuni spuntoni di quello che apparentemente potrebbe essere un antico blocco lavico.

Tornando sui nostri passi sino al bivio e proseguendo su sentiero destro, giungiamo su un piccolo ponticello in legno che ci permette di raggiungere la sponda idrografica sinistra e da lì cominciare la risalita sull'altro versante dalla stretta valle d'incisione. Il sentiero prosegue a gradoni fino a giungere al primo mulino. La struttura è composta da un primo ambiente sotterraneo dove è ancora visibile la macina e da una seconda stanza di servizio la cui volta è parzialmente crollata. Tra i due ambienti, a quota più bassa, i canali delle condotte idrauliche che fornivano l'energia al mulino e che troveremo ampliati anche all'esterno. Numerose strutture scavate nella roccia (canali e piccole gallerie) convogliavano le acque in un grosso pozzo prima di restituirle al torrente Maltempo. Proseguendo in salita incroceremo un secondo mulino e alcune cavità artificiali di servizio. Ancora più a monte una nuova deviazione sulla destra conduce, attraverso un sentiero abbandonato e ormai quasi distrutto dalla vegetazione e da piccole frane, ad una cavità (un largo pozzo profondo oltre una decina di metri) della quale, dall'alto, non è ipotizzabile l'estensione. Proseguendo lungo il sentiero principale, dopo aver costeggiato un alto muro in pietra, si torna al punto di partenza attraversando il caratteristico ponticello di pietra che ci riporterà sulla sponda destra del torrente.

Ovviamente questo descritto è il percorso classico che può però essere arricchito ed ampliato con numerosi tracciati che si addentrano nella boscaglia.

Attraverso il successivo link è possibile accedere alla Gallery nella sezione dedicata ai trekking dove abbiamo postato le foto scattate durante l'escursione e, al più presto, rilasceremo anche la scheda tecnica con la traccia GPS e il video.

Conca della Campania - La cascata e i mulini

Buone escursioni con le "dritte" di Napoli Underground.

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