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Per lunghi anni le mie frequentazioni della penisola sorrentina-amalfitana si erano limitate alle splendide coste e al mare che la circonda. Abbagliato dalla bellezza estrema della miriade di "marine" che la costellano, mai mi era passato per la testa di volgere l'attenzione alle zone interne che le alte montagne a picco sul mare ancora oggi proteggono e celano.

In questi ultimi anni, messi da parte "pinne, fucile ed occhiali" (ovviamente non intendo il mitico 45 giri inciso da Edoardo Vianello nel lontano '62), ho cominciato ad interessarmi alle terre nascoste dai bianchi calcari della Costiera. Punta Campanella, La baia di Jeranto, il Sentiero degli Dei e molti altri sono stati i trekking che recentemente vi ho proposto. Oggi, con grande piacere, aggiungerò la descrizione dell'escursione realizzata la scorsa domenica: la Valle delle Ferriere di Amalfi.

La partenza non è stata, come solitamente accade, una di quelle smazzate alle prime luci dell'alba ma, con maggiore rilassatezza, ci siamo mossi da casa intorno alle 8:00. Nel giro di un'ora abbiamo recuperato Nando, la nostra guida personale per quest'escursione, a Bagnoli e Marbet a San Giorgio dopo di ché...via spediti verso Angri da dove saremmo saliti per valicare i Lattari.

L'escursione, suggerita da Nando che già più volte l'ha portata a termine, è un percorso ad anello che parte da Scala (a quota m 430 s.l.m.m.), attraversa a mezza costa i monti che chiudono la Valle delle Ferriere fino a giungere a quota 530, scende lungo il versante idrografico destro della valle, raggiunge la cittadina di Amalfi per risalire, con una gradinata di oltre 2.000 scalini, a Scala, toccando i ruderi della cattedrale medioevale di S. Eustachio a Pontone e la frazione di Minuta per chiudere l'anello a Scala, nel medesimo punto da dove siamo partiti, 10.5 km prima.

Questo trekking, con un discreto fattore di difficoltà prevede: alcuni passaggi esposti in parete con sottostanti salti di svariate decine di metri; il guado non sempre agevole di numerose vie d'acqua (la giornata da noi scelta per l'escursione è stata preceduta da forti piogge che hanno aumentato il numero dei torrenti occasionali); il salto del torrente Canneto (letteralmente ci siamo dovuti impegnare in un salto in lungo tra le due profonde sponde del corso d'acqua) ed infine, l'ultima insidia, le rocce calcaree che in vicinanza dei corsi d'acqua sono particolarmente scivolose per il muschio che abbondante le ricopre.

Un'interessante particolarità naturalistica è data dalla felce (Woodwardia radicans), un vero e proprio fossile vivente, che prospera nella parte più alta della vallata tra cascate e salti d'acqua.

Alla fine della giornata la fatica si è fatta sentire ma, la bellezza dei posti, il paradisiaco sapore della "Delizia al limone" (tipico dolce locale) gustata ad Amalfi e l'affiatamento dei componenti il gruppetto di questa avventura, hanno abbondantemente ripagato i sacrifici fatti.

Le nostre foto

La scheda tecnica con le tracce per il GPS


Il video di Caret


Il video di NUg

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