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Negli ultimi tempi, vuoi per accrescere l'incognita dell'avventura vuoi perché in realtà siamo una banda di “scombinati”, stiamo realizzando le nostre escursioni senza una definita pianificazione. Ci diamo un obiettivo di massima, una zona geografica, e poi partiamo lasciando che l'avventura si snodi come il fato vuole...e devo dire che sinora siamo stati fortunati.

Sabato scorso abbiamo scelto la parte meridionale del Massiccio del Matese (Cusano Mutri, Pietraroja, Cerreto Sannita) con qualche idea tipo “il ponte di Annibale”, “la Grotta dei Briganti” o simili e ci siamo avviati. Il viaggio è stato interessante anche perché, ed erano anni che mi ripromettevo di tornarci, siamo passati sotto le maestose arcate de “I Ponti della Valle”, quel tratto dell'acquedotto Carolino (realizzato dal Vanvitelli intorno al 1750 e che ancora oggi alimenta le cascate della Reggia di Caserta) che attraversa la valle di Maddaloni sviluppandosi in linea retta per oltre 500 metri e raggiungendo un' altezza che ne supera i 50 collegando i monti Longano e Garzano con tre serie di arcate sovrapposte separate da 44 enormi piedritti a pianta quadrata.

La giornata sembrava svolgersi allegramente e serenamente con una sosta al bar di Cerreto Sannita, l'acquisto di acqua e colazioni nello stesso paese e poi, imboccata la Strada Provinciale 12, via verso Cusano Mutri ma, giunti a destinazione e non avendo notato cartelli stradali che ci dessero delle indicazioni, ci siamo fermati presso quello che sembrava il semplice chioschetto di un bar e abbiamo chiesto informazioni ad un tizio lì presente:

- ”Buon giorno. Scusi potrebbe darci delle indicazioni per raggiungere il Ponte di Annibale, le Gole di Caccaviola o le Forre del Titerno?” E' stata quella che credevo una semplice e banale domanda.

- ”Ma avete prenotato?” E' stata l'immediata risposta del mio interlocutore.

- “Prenotato??? No! Ma noi vogliamo fare semplicemente un trekking e non cerchiamo né guide né accompagnatori.”

- “Non potete andare da soli!”

- “Scusi...ma come sarebbe non possiamo andare da soli, le ripeto che noi siamo qui per un trekking e siamo abituati ad essere indipendenti”.

A questo punto il tipo non mi risponde nemmeno. Si attacca al cellulare e telefona:

- “Pronto Tonino, sono Pasquale.” Ovviamente i nomi sono di comodo. “Ci sono qui quattro turisti. Vogliono andare alle Gole. Tu li puoi accompagnare?”

E' qui che ho cominciato a perdere la pazienza.

- “Senta...ma a chi sta chiamando? Le ho detto che non vogliamo accompagnatori. Le avevo chiesto semplicemente un'informazione non di pianificarmi la giornata.”

Pasquale, finalmente capendo che da noi non ci avrebbe cavato un soldo bucato, applica la regola che prevede di ignorare l'interlocutore, si gira non rivolgendoci più la parola. Alla faccia dell'ospitalità e della buona educazione. Va bene...proviamo più avanti. Così, ripresa l'auto, ci siamo diretti verso Civitella, piccolo borgo posto più a sud e, grazie alle cortesi indicazioni ivi reperite, siamo giunti al nuovo Ponte sul torrente Titerno da dove parte uno degli accessi al sentiero che lo costeggia.

Il sentiero è realizzato sulla traccia di un'antica mulattiera sannita e si sviluppa sulla riva sinistra idrografica del Titerno. Il tratto da noi percorso va dall'area di sosta nei pressi del nuovo ponte fino al vecchio ponte in legno e ferro ed è denominato “Forre di Lavello”. Il nostro programma prevedeva la risalita lungo il sentiero con una deviazione che ci consentisse di visitare le quattro grotte presenti nella zona: La Grotta delle Fate, la Grotta delle Streghe, la Grotta dell'Elfante e la Grotta Chiusa o dei Briganti. Vi anticipo subito che siamo riusciti ad individuare solo la prima che praticamente quasi costeggia il sentiero lungo il torrente mentre le altre tre, più interne e verso la cima della monte Cigno, ci sono sfuggite anche perché i sentieri, nel primo tratto a malapena indicati, sono successivamente (nella parte a quota più alta) sprovvisti di qualsiasi segnale o indicazione.

La Grotta delle Fate è uno scavo artificiale composto da una galleria a sezione più o meno circolare, perpendicolare al fianco della montagna lunga circa 15 metri dal cui fondo partono quattro diramazioni laterali, due a destra e due a sinistra, di lunghezza variabile tra i 5 e i 20 metri. Nella prima diramazione a destra, la più breve, una parete in calcestruzzo, attraversata da un tubo in ferro flangiato del diametro di 70/80 cm, immette in quella che sembrerebbe una cisterna o serbatoio parzialmente colmo di acqua. Le altre tre diramazioni terminano, con piccoli slarghi, in zone dove la roccia è particolarmente fratturata. Nelle fratture sono visibili modeste concrezioni.

Sebbene non siamo riusciti ad individuare l'ingresso della Grotta dei Briganti (quella che sarebbe dovuta essere la “ciliegina sulla torta” dell'escursione), il passaggio nel bosco e l'incontro con un grosso scoiattolo marrone che, dall'alto di un albero, si è lasciato tranquillamente fotografare, ha comunque reso piacevole ed interessante anche questa deviazione. Il percorso, salendo verso l'alto, presenta alcuni punti panoramici particolarmente affascinanti.

Tornati sui nostri passi e raggiunto nuovamente il Titerno, siamo passati sulla sponda destra attraversando un vecchio ponte in legno e ferro. Da quel punto un sentiero in salita ci ha riportato sul vecchio tratto della Strada Provinciale 12, un paio di chilometri a monte dal posto dove avevamo lasciato l'auto.

In linea generale possiamo dire che l'escursione è interessante sia dal punto di vista naturalistico che da quello antropico anche se alcune pecche ne abbassano il voto finale. Le elenchiamo di seguito:

  1. Uno dei piloni del nuovo ponte (quello sulla sponda idrografica sinistra) è stato realizzato quasi certamente sull'antico sentiero sannita interrompendolo. Il sentiero, visibile dall'alto del ponte, continua anche verso valle ma i due tratti non sono al momento agganciabili.

  2. Nei pressi del nuovo ponte è stata realizzata un'edicola votiva dedicata alla Madonna. Niente di male basterebbe solamente che i fedeli la smettessero di buttare di sotto i ceri esausti che tolgono dall'edicola. Sotto al ponte, alla base del pilone e sulla sponda del torrente c'è ormai una montagna di questi rifiuti.

  3. Lungo il percorso abbiamo notato una lavatrice ed un fornello ovviamente scaricati dall'alto.

  4. Il sentiero in alcuni punti è scarsamente manutenuto ed in altri praticamente abbandonato e semi distrutto.

  5. Le indicazioni CAI (la doppia banda bianco-rossa) sono scarse fino al punto che, nella parte più alta, completamente inesistenti.

A breve pubblicheremo comunque la scheda tecnica di questa escursione con la traccia per il vostro GPS...per il momento godetevi le foto e il video.

Alla prossima avventura

NUg

Le foto

 

Ecco il primo contributo relativo all'escursione che abbiamo realizzato sul Matese nei pressi di Cusano Mutri.

Il video, montato da caret, riprende lo zoccolo duro di NUg alle prese con grotte, sentieri nei boschi e scoiattoli giganti.

Hanno partecipato all'escursione:

Fulvio sr. aka NeandertalMan alle foto

Sirio alle riprese

Fulvio jr. altre foto

Selene la signorina Rottermeier

Buona visione de: Le Forre del Titerno

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