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VIAGGIO "AL DI SOTTO" DELLA TERRA

Nascita del Progetto UNEX

Chi di voi cari lettori di “Napoli Underground” sa quali sono le fobie più diffuse dell’uomo?

Un’indagine che ho letto di recente su un noto quotidiano le metteva più o meno in questo ordine: aracnofobia – claustrofobia - nictofobia (paura del buio) – e acrofobia (paura delle altezze). E anch’io da adolescente ne avevo molte tra queste, ma senza saperlo ne possedevo intrinsecamente la soluzione: poiché ho una grande curiosità, spirito d’avventura e un pizzico di sana pazzia.

Fu così che un giorno mi fu chiesto di partecipare ad una serata conoscitiva della sezione CAI della mia città, nel corso della quale era prevista una presentazione, con proiezioni di immagini, della sezione speleologica. Grotte per intenderci, ambientazioni ipogee naturali.

La curiosità di avvicinarmi a quel mondo sotterraneo (fatto di buio, ambienti talvolta ampissimi e talvolta a misura di volpe, insetti ed inesorabili discese negli abissi della terra), alimentava dentro di me sempre più la sfida di riuscire a vincere le mie paure, soprattutto se la contropartita era la possibilità di vedere con i miei occhi quelle bellissime immagini che stavano proiettando in quei frangenti.

Fu così che aderii con un gruppo di amici a un corso che ci abilitasse alla “professione” di speleologo a tutti gli effetti, e fu a seguito del conseguimento di tale qualifica che ci venne in mente la creazione di una organizzazione “autonoma e parallela” rispetto al mondo speleo propriamente detto, che uscisse dal seminato canonico della speleologia tradizionale e che si dedicasse anche alle cavità ipogee artificiali: nasceva il progetto UNEX.

“UNderground EXploration Project”, ovvero progetto esplorazione sotterranei: UNEX Project.

Con questo acronimo si conferisce un nome ad un ideale, quello teso alla massima valorizzazione del nostro patrimonio ipogeo (sia esso naturale o artificiale) attraverso l’esplorazione, lo studio, il reperimento e la produzione di documentazione, il rilievo sul campo.

Su cosa si focalizza dunque il nostro progetto? In sintesi, riguarda tutto ciò che merita di essere esplorato, studiato, documentato, purché sia situato al di sotto dei luoghi dove la maggior parte delle persone ama camminare: SULLA terra; mentre noi preferiamo addentrarci NELLA terra, come in un noto romanzo di Jules Verne del 1864, nel quale si cerca di ricostruire la storia essendone completamente immersi.

Tra i maggiori ambiti di interesse del progetto UNEX spiccano dunque le cavità naturali, la loro speleogenesi, la loro esplorazione e rilievo, lo studio di eventuali reperti fossili e mineralogici che vi si possono trovare esplorandone ogni più piccolo anfratto; ma anche cavità naturali adattate a scopi antropici come le miniere dismesse, nelle quali è ancora possibile rilevare la presenza dell’uomo in un passato più o meno lontano: carrelli, traversini, binari ed attrezzi da scavo. Entrare in una miniera abbandonata è come tornare indietro nel tempo, un tempo lontano ma così vivido e presente con le tracce che perdurano negli ambienti esplorati…nei quali è possibile immaginare (senza nemmeno troppo sforzo) le dure e precarie condizioni a cui erano sottoposti i minatori durante le lunghe ore di lavoro.

E ancora…bunker sotterranei e rifugi anti-aerei risalenti alle due grandi guerre, cisterne interrate e vecchi pozzi prosciugati!

Ma non è solo questo! Oltre a quanto sopra, abbiamo ad interesse anche la branca della speleo-archeologia e la risoluzione di enigmi storici legati ad ambienti ipogei come la cosiddetta “Sfinge della Valganna” o “Antro delle gallerie”, situato in provincia di Varese. Trattasi di un complesso sistema sotterraneo di gallerie quasi interamente scavato a mano, il quale di sviluppa su quattro livelli differenti per un estensione ad oggi conosciuta di circa tre chilometri. L’enigma sta nella comprensione del mistero che ha spinto gli uomini in tempi remoti a scavare l’intricato complesso ipogeo: c’è chi nei decenni ha avanzato l’ipotesi che fosse un luogo di sepoltura, chi invece ha sostenuto la tesi che fosse un luogo di rifugio, altri infine che fosse una miniera per l’estrazione di arenaria e alabastro; UNEX sta oggi indagando con ricerche bibliografiche e direttamente in loco per aiutare gli archeologi ad arrivare ad una soluzione condivisa di questo mistero, che fonda le sua radici in un lontanissimo passato.

UNEX è dunque un sogno, un sogno diventato realtà. Un sogno che ci ha fatto crescere facendo svanire ogni paura: dei ragni, degli ambienti chiusi, del buio, delle altezze; perché il miglior modo per saper esplorare, è saper esplorarsi.

L’esplorazione è dunque un modo per spostare ogni volta i nostri limiti un po’ più in là, ponendoci sempre nuovi e più ambiziosi obiettivi per il futuro. Non smettete mai si esplorare.

Pagina Facebook: www.facebook.com/UNEXproject

Sito web: unexproject.wordpress.com

Canale Youtube: www.youtube.com/channel/

 

Di seguito alcune immagini che illustrano le attività dell'UNEX (UNderground EXploration)

Click sulle immagini per ingrandire

 

1 - Preparativi prima della discesa

 

2 - Strettoie, per non perdere l'abitudine...

 

3 - Non si può resistere al richiamo delle cavità artificiali

 

4 - Operazioni di coordinamento cartografico

 

5 - Esplorazione dei priimi metri di una cavità naturale, prima di mettersi l'imbrago

 

6 - Servizio RAI al "Campo della Promessa" (rosa dei venti)

 

7 - Esempi di fortificazioni ipogee

 

8 - Servizio RAI al "Campo della Promessa" (bunker)

 

9 - Concrezioni in un ipogeo a Campo dei Fiori (Varese)

 

10 - Concrezioni... ai piedi di un magnifico P120

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