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Ieri (sabato 2 aprile), dopo oltre 25 anni, siamo tornati sui Monti Trebulani riuscendo ancora una volta ad individuare l'accesso alla grotta carsica il cui ingresso si apre in prossimità della cima del Monte Alifano e che fu da noi esplorata nel lontano 1990.

Ecco l'antefatto e la storia che nuovamente ci ha indotto a percorrere questi luoghi.

L'antefatto (1990)
Nell'ottobre del 1990, grazie ad una segnalazione dei giovani della locale Associazione Storica del Caiatino, con l'allora gruppetto speleo (Napoli Underground non era ancora stata nemmeno immaginata, a quei tempi eravamo solo un paio di amici che si appassionavano sempre più alle esplorazioni sotterranee) realizzammo l'ispezione ed il rilievo della cisterna romana di Caiazzo (vedi articolo: La cisterna di piazza Verdi a Caiazzo - Ce).
A lavori completati, visto il nostro entusiasmo per il mondo sotterraneo, fummo messi al corrente di uno dei segreti che i giovani caiatini custodivano con maggiore premura: la grotta carsica ubicata sulla cima del Monte Alifano, un bassa altura (264 m) posta a sud-est di Caiazzo.
L'ingresso alla grotta, a sviluppo pressoché verticale, si presenta come un angusto varco tra le rocce calcaree affioranti che, dopo un primo tratto di circa 4/5 metri composto da livelli successivi che si avvitano in senso antiorario, si affaccia su una stretta e lunga fenditura profonda circa una ventina di metri. Alla base di questo ambiente, un'invalicabile strettoia dalla quale usciva un'imponente corrente d'aria, impediva l'accesso ad ambienti sottostanti le cui dimensioni fu possibile valutate solo grazie all'eco prodotto dai sassi fatti rotolare al suo interno e dal cupo rimbombo che che giungeva diversi secondi dopo il lancio. Quello che esiste oltre la strettoia deve certamente essere molto più ampio degli spazzi attraversati.
Quel giorno, dopo un paio di infruttuosi tentativi di oltrepassare la strozzatura (culminati con un paio di "craniate" nella roccia prese nella speranza di riuscire a forzare il passaggio senza il casco sulla testa), chiudemmo l'esplorazione ripromettendoci di tornare al più presto e meglio organizzati per cercare un eventuale passaggio alternativo o, in ultima analisi, provare ad allargare quello esistente.
Non fu così! Gli anni passarono e in quel posto non tornammo più nonostante la formazione del più “aggressivo” gruppo di Napoli Underground e il frequente ricordo di quell'avventura rimasta sospesa.

Il presente (2016)
Circa un mese fa mi arrivò una mail a firma di Enrico Bruno (uno dei giovani caiatini che vollero condividere con noi il segreto della loro grotta) che, ancora non certo di parlare proprio con uno dei protagonisti di quella vecchia storia, mi raccontava le emozioni dell'avventura allora vissuta.
Vi lascio solo immaginare le sensazioni provate leggendo quelle poche righe, il passato (...e che passato!) irrompeva ancora una volta nella mia vita ricordandomi che avevo fatto a me stesso e agli altri la promessa di tornare. Il destino ancora mi chiama in quei luoghi, i Monti Trebulani reclamano la mia presenza.
Ed è così, dopo una serie di contatti propiziatori ed organizzativi, ieri, sabato 2 aprile, sono nuovamente tornato a Caiazzo per incontrarmi con Enrico Bruno, amico di una volta, e gli altri (alcuni dei quali troppo giovani allora per aver anche solo vissuto quella vecchia storia) Vito De Matteo, Gaetano La Marca e Carmine Piccirillo, quest'ultimo profondo conoscitore del Monte Alifano e unico in grado di ricondurci sull'ingresso dell'antro.
Quella di ieri sarebbe stata, come da programma, un'uscita preparatoria avente il solo scopo di raggiungere nuovamente l'accesso e verificare la possibilità, valutando le attrezzature necessarie, di eseguire a breve una nuova discesa alla ricerca dell'agognato passaggio alle zone profonde.
Non voglio girarci ancora intorno e vi anticipo che la grotta è stata nuovamente individuata anche se l'operazione non è stata per niente agevole visto la fitta vegetazione e i numerosi grovigli di rovi spinosi che vanamente hanno tentato di preservare il segreto dell'Alifano, troppo forte era in noi la voglia di rivedere quel posto.
Anche questa volta nulla è cambiato: le nude rocce che affiorando dal terreno mantengono il luogo sgombro dalla vegetazione e l'oscuro pozzo che ci condurrà verso il cuore della montagna, hanno avuto su alcuni di noi un'irresistibile attrazione. Prima io e subito dopo Carmine (che addirittura è sceso fin sopra l'imbocco del profondo spacco verticale) abbiamo voluto assaporare il profumo dell'avventura che ci attende. Verificata la fattibilità della prossima esplorazione, marcato l'ingresso prendendone le coordinate e tracciato con il GPS il tragitto da compiere per raggiungere la grotta senza perdersi nella boscaglia, siamo ritornati sui nostri passi fino alle auto parcheggiate più a valle sul bordo del grande prato che costeggia il bosco.
Prima di lasciare il fitto della vegetazione Carmine ha voluto mostrarci altre due preziose perle custodite dal Monte Alifano, un tratto delle mura ciclopiche di una antica città fortificata Osco-Sannita e un enorme sperone roccioso che si erge tra la boscaglia sulla cima del quale spiccano alcune misteriose lettere incise nella roccia.

Il prossimo futuro
Ora, tutto è pronto, non resta che organizzare la prossima uscita che culminerà con la definitiva discesa in quella grotta e che ci vedrà ancora una volta impegnati a svelare... “Il mistero del Monte Alifano: nel cuore della montagna”.

Un sincero grazie agli amici caiatini per la nuova opportunità che hanno voluto regalarmi.

Di seguito alcune foto che raccontano la recente avventura.


Il grande prato (click sull'immagine per ingrandire)


Enrico Bruno sull'ingresso della grotta (click sull'immagine per ingrandire)


Fulvio ed Enrico (click sull'immagine per ingrandire)


Fulvio il cavernicolo (click sull'immagine per ingrandire)


Carmine emerge dalla grotta


I Monti Trebulani sullo sfondo


Il grande prato che costeggia il bosco


Il masso con le incisioni


Le mura ciclopiche della cinta muraria della città Osco-Sannita

Le poche foto scattate nel 1990 nella grotta sui monti di Caiazzo.

 
Il pozzo d'ingresso con un giovane NeandertalMan completo di baffi


La profonda frattura sottostante l'ingresso

 
All'imbocco della strettoia sul fondo


La discesa

Ancora nuove foto scattate durante la recente escursione.


Fulvio sopra il secondo ripiano

 
Alla pietra delle incisioni


 Carmine Piccirillo nel primo tratto della grotta

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