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Il team “UNEX Project” ed il “Gruppo Grotte CAI Gallarate” in attività congiunta con l’obiettivo di portare avanti le esplorazioni, ancora più in profondità.

 

CAMPO DEI FIORI (Varese) – Due gruppi accomunati da un'unica passione: il “Gruppo Grotte CAI Gallarateoperativo da 31 anni nella speleologia tradizionale ed il team “UNEX Project” specializzato oltre che nelle cavità naturali anche in quelle artificiali e “urbane” quali bunker antiaerei, pozzi e non solo. Due gruppi che, uniti, coprono davvero a 360 gradi le tipologie di cavità sotterranee che possiamo trovare dislocate nel nostro territorio, anzi, sotto il nostro territorio, portandone la massima e migliore valorizzazione.

Ed è così che Sabato 29 e domenica 30 novembre, nell’ottica sopra descritta, il team composto rispettivamente da Cristian Mazzucchelli e Daniele Pellizzaro (UNEX Project) unitamente a Samuele Sozzi e Luca Nardin (Gruppo Grotte CAI Gallarate – abbr. GGG) si sono spinti nelle viscere della Terra, organizzando una discesa sino al fondo della Grotta G.V. Schiaparelli, la più profonda del Campo dei Fiori, spedizione che per la sua complessità tecnica e fisica non veniva affrontata da oltre 10 anni dal GGG; con l’obiettivo principale di valutare lo stato attuale dei luoghi e la presenza di ulteriori eventuali prosecuzioni della grotta stessa, che potessero spingere le esplorazioni ancora più in profondità.

La grotta, scoperta all’inizio del 1992, si colloca, per la sua profondità e complessità morfologica, al primo posto tra le cavità dell’intera Provincia di Varese. L'ingresso si trova a 1.115 metri sul livello del mare e, considerata la giunzione nel 2011 con l’adiacente “Grotta di Cima Paradiso” poco superiore altimetricamente, ha attualmente un dislivello di oltre 700 metri, e uno sviluppo complessivo di circa 9 km, unitamente al sistema congiunto di “Grotta Via col Vento”.

Per poter svolgere la spedizione in sicurezza è stato necessario attendere il cessare delle forti piogge delle ultime settimane nonché verificare con un’uscita preliminare che il funzionamento del cavo telefonico (e delle relative scatole di derivazione - installate ormai oltre 15 anni fa) disposto lungo il percorso fino a circa 3/5 della grotta fosse efficace poiché questo è l'unico mezzo per poter comunicare con l'esterno in caso di necessità attraverso un ponte-radio.

L’inizio della spedizione. Alle 9.30 di sabato 29/11, verificato il materiale da portare in grotta e stabilito il contatto-radio, inizia la discesa verso il campo base a circa -400 metri. Dopo sole tre ore di progressione superando strettoie, meandri, pozzi e alcuni saloni il campo è stato raggiunto con successo e, una volta attrezzato e verificato il fondamentale collegamento radio, il gruppo riparte alla volta del fondo.

Da qui in poi gli ambienti iniziano via via a cambiare morfologie ampliandosi notevolmente nelle dimensioni e con gallerie disposte su livelli distinti, i più alti ormai non più percorsi dalle acque, se non quelle di stillicidio, mentre i più profondi nettamente attivi e interessati da intensi ruscellamenti. Il paesaggio continua a mutare e a incantare gli occhi tra splendide concrezioni bianchissime e profonde forre con incastrati qua e là blocchi di roccia ciclopici, testimonianza di sconvolgimenti ed evoluzioni geologiche avvenute in migliaia di anni…)

A ben nove ore trascorse dall’ingresso, alle 18:30 la squadra giunge all'attuale fondo della grotta, iniziando, previe considerazioni geologiche, a raccogliere dati su eventuali prosecuzioni ed esplorandone parzialmente alcune.

Si conferma che, anche se il fondo termina attualmente a ridosso di un imponente ostruzione di massi, la circolazione d’aria attraverso i blocchi rocciosi è decisamente notevole e intensa, fenomeno che lascia intendere che la cavità prosegua, forse ancora più in profondità, dove l’uomo, almeno per ora, non è in grado di andare oltre.

Inizia così una lunga e lenta, risalita verso il campo base, dove gli speleologi potranno godersi qualche ora di sonno prima di affrontare l'ultimo tratto di grotta, il più ripido, angusto e tortuoso sino all'uscita. Alle 24:00 il campo è finalmente raggiunto e viene stabilito il contatto con l’esterno al fine di rapportare quanto osservato lungo il percorso.

Verso la luce. Alle 5.30 del mattino di domenica 30/11, per gli speleologi inizia l’ultimo step di risalita verso il mondo illuminato dalla luce naturale; considerate le ormai poche forze rimaste, il percorso appare a tratti quasi interminabile!. Cinque ore dopo, alle 10:30, dopo 25 ore di buio, i ragazzi della spedizione finalmente, sono tornati alla luce.

C’è ancora molto da esplorare nelle regioni profonde della Grotta Schiaparelli e nelle vicine cavità del M.te Campo dei Fiori strettamente connesse ad essa geologicamente, ma per procedere in studi ed esplorazioni occorre operare con una strategia condivisa tra i vari gruppi speleologici della provincia e una linea guida comune. L’associazionismo è anche e soprattutto questo, fare rete per qualcosa di veramente grande, che possa davvero tutelare, studiare e valorizzare il nostro bellissimo territorio e i suoi aspetti più affascinanti, spesso misteriosi, sconosciuti o dimenticati.

Un ringraziamento particolare va all’Ente Parco Regionale Campo dei Fiori per il rilascio delle autorizzazioni ai fini della ricerca speleologica.

CONTATTI:

UNEX Project

GRUPPO GROTTE GALLARATE

P.S. A questo link una raccolta di scatti che raccontano la discesa verso il fondo della Schiapparelli: Una spedizione sul fondo della Grotta Schiaparelli (-710 m)

 

Click sull'immagine per ingrandire

Cristian Mazzucchelli, Daniele Pellizzaro, Samuele Sozzi e Luca Nardin a - 400 nella Grotta Schiapparelli

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