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Campo Braca

La storia infinita

Capitolo quattro

La copertina è di Larry Ray e Jeff Matthews

Come vi ho già raccontato la nostra estrazione è fondamentalmente "speleo-urbana". Del resto in una città come Napoli che possiede un patrimonio ipogeo (cavità artificiali) che difficilmente può essere eguagliato e a cui fa da contraltare una carenza totale di grotte naturali (almeno nelle immediate vicinanze) iniziare la propria avventura speleologica in una latomia è la cosa più naturale che possa succedere. Se poi a questo si unisce il caso che ha voluto farmi incontrare Clemente Esposito e il suo CSM (Centro Speleologico Meridionale) ecco che il gioco è fatto e senza nessuna possibilità di scampo ti ritrovi catapultato in quel mondo sotterraneo che, con i suoi 4500 anni di storia (il primo scavo partenopeo è una tomba “a forno” risalente proprio a quegli anni), ti attrae con la forza del mistero.
Le mie prime e personali esperienze ipogee le avevo già autonomamente vissute sin da ragazzino (vedi La prima volta), ma l’incontro con la massima espressione della spelo-urbana partenopea fu folgorante. Sin dai primi giorni inutilmente avevo provato ad essere accettato in quell’aristocratico gruppo (aristocratico si fa per dire…il gergo e l’intercalare in uso in quel gruppo era più simile a quello che avreste potuto udire in una malfamata bettola del porto durante una rissa tra marinai ubriachi) i cui membri, gelosi della loro estrema confidenza e fiducia reciproca, non erano disposti ad accettare un novellino che con una ventata d’euforia giovanile avrebbe potuto scardinare le loro regole. Un paio di volte sono anche riuscito ad uscire con loro ma il nostro rapporto era rimasto, mio malgrado, di saltuaria frequentazione.
Ovviamente questo non aveva frenato il mio entusiasmo e così, appresi i rudimenti dell’uso delle attrezzature speleo, del rilievo in sotterranea, della foto in cavità, mi organizzai autonomamente formando un piccolo gruppo con cui, piano piano, approfondimmo le nostre conoscenze.
Con il CSM i nostri rapporti continuarono con cordiale reciproca indifferenza fino al 2000.
In quell’anno, anche a causa di un incidente mortale che funestò la nostra città (in un cantiere edile un’improvvisa voragine inghiottì ed uccise un geometra), fui contatto da Clemente (nel frattempo era rimasto orfano dei suoi amici) che mi propose di fondere i gruppi e dare nuova vita al CSM. Ovviamente accettammo: lavorare con il “Papa” era sempre e comunque un punto a tuo favore da esibire con orgoglio!
Furono anni fantastici! Le esplorazioni di nuove cavità si susseguivano freneticamente; in circa tre anni ne riuscimmo a trovare e rilevare oltre 150. Avevamo preso una tale mano che tutto filava liscio come l’olio e, forti dell’euforia del nuovo gruppo, ci sentivamo i migliori!
In questo periodo, proprio a causa del notevole impegno dovemmo abbandonare le nostre uscite a Campo Braca che in ogni modo ci rimaneva nel cuore.
L’intensa attività ebbe come risultato, oltre ad altri che non vi sto a raccontare, di farci acquisire una perfetta padronanza con le attrezzature speleo. Pozzi anche di 50 e più metri erano affrontati come se nulla fosse, il timore che inizialmente ti assaliva quando appeso ad una corda pensavi che la tua vita era letteralmente sospesa ad un filo svanì come perso nel buio delle grotte che affrontavamo, la fiducia reciproca con i nuovi compagni t’incoraggiava quando ce n’era bisogno, potevi osare tutto!
Ma… (sì perché c’è sempre un "ma") come spessoaccade tutte le cose belle prima o poi finiscono. Non so dirvi nemmeno con esattezza come successe, fu una cosa che maturò lentamente ma inesorabilmente. Dovevamo riprendere strade autonome. Restai, e lo sono tuttora, legato da profonda amicizia con Clemente. Il Papa fondò una nuova associazione, l’AssoTecNa, e io pensai fosse giunto il momento di ricominciare quelle avventure lasciate in sospeso qualche anno prima sui monti del Matese.
Nello stesso tempo mi convinsi sempre più che fosse giusto trasmettere nella maniera più libera possibile tutte le mie conoscenze a chi avesse avuto voglia di ascoltare e fu così che maturò l’idea di creare un sito web dove discutere, informare, o semplicemente gridare al mondo di quella passione che aveva impegnato e tuttora impegna il mio tempo libero.
Nemmeno immaginavo quando, con l’insostituibile apporto di Sirio, creammo Napoli Underground il successo che quest’iniziativa avrebbe raggiunto.

(Continua)...

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