|
Notizie speleo
|
|
Scritto da Viacheslav Baybikov
|
|
Giovedì 21 Ottobre 2010 18:35 |
|
Alla fine del XIII secolo sul fiume Volga fra le città Tver' e Zubtsov venne edificato un forte a cui diedero nome Staritsa. Fu costruito in legno.

Nel secolo XVI sulla riva opposta del Volga fu fondato il monastero di Uspenskiy con la cattedrale (1530). La cattedrale ed il monastero furono costruiti con calcare e mattoni. Da allora la gente a Staritsa (il monastero era parte della città), a Tver', a Zubtsov ed in altre città ha cominciato ad utilizzare il calcare nella costruzione delle case e delle chiese (era tradizione nell'architettura russa dei secoli XVI - XIX usare la pietra per il pianterreno ed il legno per il primo piano).
Ci sono depositi di calcare per quasi 30 chilometri lungo le sponde del Volga. È stato estratto dal secolo XVI. Di conseguenza ci sono più cave sotterranee intorno a Staritsa che sono state usate fino al secolo XX. Le entrate di alcune di esse ora sono aperte ed è possibile visitarle. Le cave più grandi hanno ambienti e gallerie che si sviluppano dai 5 ai 17 chilometri ed una profondità dai 5 ai 20 metri. La maggior parte risale al secolo XIX. Durante la Seconda guerra mondiale Staritsa è stata occupata dai tedeschi (dalla fine di ottobre del 1941 fino al primo gennaio 1942). A quel tempo le cave sono state utilizzate come rifugi per la gente e come depositi per le armi. Ancora oggi è possibile trovare tracce di quel periodo bellico.
Le foto di Viacheslav Baybikov (Slava)
Traduzione di Selene
|