Da qualche anno, in molti luoghi del pianeta, Governi ed Amministrazioni locali si stanno impegnando nella realizzazione di progetti finalizzati alla riqualificazione di vecchie miniere dismesse.
(foto d'epoca di una miniera di zolfo sicilana tratta da Wikipedia - aut. Eugenio Interguglielmi)
In Germania, nell'area circostante Essen, tutte le cavità esistenti e gli impianti di estrazione sono stati convertiti in poli culturali; in Galles, a Wrexham, nel sito minerario di Quarry, per rendere accessibile l'imponente sistema di grotte, da cui veniva estratto il calcare, si sta lavorando al ripristino della fitta rete di gallerie preesistenti con l'intento di trasformare la miniera in "attrazione turistica". Anche in Italia si sta procedendo in tal senso. L'8 marzo è stato inaugurato il completamento dell'opera di riqualificazione delle zolfare di Trabia Tallarita destinate al turismo geo museale,quale patrimonio di archeologia industriale. Credo che tutte queste iniziative, che comunque trovano il pieno consenso, aldilà delle enunciazioni di intenti, che spaziano dalla didattica all'incremento del turismo, abbiano un'unica finalità: far soldi. Nulla di strano. In questo periodo di forte crisi del sistema produttivo, ogni iniziativa mirata ad incrementare l'economia di un paese, deve essere sostenuta. E' una realtà questa, che non riesco proprio a digerire. La miniera è sofferenza, tragedia, è storia di perpetrate oppressioni, di sopravvivenza per molti e ricchezza per pochi. La miniera appartiene ai minatori come la terra ai contadini. La miniera, che per secoli è stata sventrata, meriterebbe riposo e rispetto, ma, da madre generosa, silente, non smette e mai smetterà di concedersi ai suoi figli.