L'ennesima voragine verificatasi a Casalnuovo (NA) porta nuovamente alla ribalta delle cronache la problematica relativa al sottosuolo del nostro territorio e alla presenza di innumerevoli cavità dimenticate nel tempo.
L'ultimo episodio simile, che causò anche delle vittime, avvenne nell'agosto del 2011. In quel caso l'improvviso sprofondarsi del manto stradale inghiottì addirittura un compattatore per la raccolta dei rifiuti urbani. Oggi, dopo appena sette mesi, una situazione analoga pone nuovamente il problema sui rischi legati alla scarsa conoscenza del sottosuolo dove la cattiva gestione delle reti idriche (adduzione e scarico) e la presenza di cavità abbandonate da tempi immemorabili sono le cause scatenanti gli improvvisi sinkhole che con sempre maggiore frequenza interessano il territorio napoletano e la sua provincia.
Il sottosuolo della città di Napoli e i territori circostanti sono generalmente composti da materiali vulcanici deposti da antiche eruzioni che normalmente sono così stratificati: un banco di roccia lapidea (tufo) sormontato da uno strato di terreni sciolti (pozzolane). Sin dai tempi antichi l'uomo ha scavato ed estratto dal sottosuolo i materiali che gli necessitavano per edificare la città sovrastante in continua espansione e questa prassi ha generato nel tempo cavità di forme e dimensioni estremamente variabili.
Sino ad alcuni decenni fa questi vuoti, molti dei quali allora ancora utilizzati come depositi o cantine, erano noti e relativamente frequentati. Oggi, di contro, il loro abbandono con la perdita della memoria storica sulla loro ubicazione, l'espansione edilizia e il degrado delle reti idriche sotterranee sempre più frequentemente soggette a perdite ed infiltrazioni sono le cause scatenanti di queste improvvise voragini.
La ricetta per prevenire tutto ciò è estremamente banale ma è scarsamente e solo episodicamente applicata: un monitoraggio costante delle cavità note con ispezioni periodiche ed un continuo lavoro di ricerca sul campo per l'individuazione, il rilievo e la catalogazione dei vuoti sotterranei ma soprattutto una corretta manutenzione delle reti di adduzione idrica e delle condotte fognarie necessaria ad evitare le perdite e le infiltrazioni di acqua nei terreni vera causa di innesco degli sprofondamenti.