Le grotte di Pertosa sono situate 100 km sud-est di Napoli in Campania (segnalata in verde sulla pianta) nella provincia di Salerno. Le grotte (il punto rosso) sono a 40 km dal mare sulla costa nord-orientale del grande massiccio dei Monti Alburni.Il paese di Pertosa si trova nelle vicinanze sulla riva del fiume Tanagro lungo l'autostrada E45 che porta da Salerno sud in Calabria. Se sei uno speleologo appassionato di caverne selvagge e vuoi girare libero di cadere nelle fessure e impalarti sulle stalattiti (no, momento...quelle cadono su di te da sopra!)—comunque, tutto questo...forse dovresti cercarlo altrove. Ma se hai un minimo di fantasia e letteratura nella tua anima trogloditica e vuoi vedere dove l'Inferno di Dante veramente si trova, forse le grotte di Pertosa sono per te.

Le Grotte di Pertosa sono ciò che chiamano cavità carsiche (cioè formate da precipitazioni di carbonato acido di calcio); il complesso di Pertosa è grande, offrendo 2,300 metri di sezioni già esplorate ed anche un vasto lago/fiume che è orientato in direzione ovest-est dall'entrata (vedi immagine). Tutto il massiccio dei Monti Alburni è la zona carsica più importante dell'Italia meridionale e ha centinaia di caverne. Infatti il complesso di caverne di Castelcivita, situato sulla costa opposta (sud-ovest) del massiccio è il più lungo (5,400 metri) dell'Italia merdidionale. Le grotte di Pertosa sono "show caves" (cioè di rilevanza turistica), il chè significa che generalmente hanno sentieri costruiti e offrono itinerari guidati. (Le grotte di Pertosa furono aperte al pubblico nel 1932.) Al momento esistono tre itinerari geo-speleologici rispettivamente di 60, 75 e 90 minuti e cominciano tutti quanti con un viaggio di 200 metri sul lago/fiume. (Veramente non è acqua stagnante; l'aqua entra ed esce—allora è un fiume.) Le caverne hanno nomi fatti per stuzzicare i turisti: Braccio dei Pipistrelli, il Paradiso, la Sorgente, la Mummia, ecc. ecc. (La linea di puntini bianchi sulla pianta indica l'itinerario di 60 minuti.) Il nome ufficiale e completo del sito è Le Grotte dell'Angelo di Pertosa. (Il punto nero vicino all'entrata infatti indica il Tabernacolo di San Michele Arcangelo.) L'entrata alle grotte si trova a 263 metri sopra il livello del mare.
Originalmente si pensava che il lago/fiume fosse nutrito in qualche maniera dal fiume Tanagro. La geologia più recente comunque ritiene che la fonte dell'acqua sia una o più falde freatiche nel massiccio dei Monti Alburni. (Una falda freatica è una frattura che fa salire l'acqua dall'acquifero alla superficie.) Il fiume nelle grotte si chiama Il Negro e dà a queste grotte una caratteristica particolare: sono grotte non marine attraversate da un corso d'acqua e sono uniche nella zona. Le grotte sono pure di interesse antropologico; sono stati ritrovati reperti dell'età media del bronzo (c. 1500 a.C.), il chè indica una permanenza umana antica nella zona. Oltre ad un gran numero di pentole, è stato ritrovato nella sezione più lontana dall'entrata un deposito di 324 ricipienti in miniatura; erano accatastati in modo ordinato in una nicchia nel muro. Si è pensato che questo insieme avesse qualche funzione votiva di culto. Molti di questi reperti sono esposti nel Museo di Etnografia Preistorica a Roma, nel Museo Provinciale di Salerno e nel Museo Archeologico di Napoli. Visite guidate delle grotte e della zona nelle vicinanze sono gestite da MIDA (Musei integrati dell'Ambiente) dei comuni di Auletta e Pertosa.
Torniamo ai trogloditi di cultura...Oltre alla vera e propria speleo-geologia durante la settimana, nel finesettimana si può anche assistere a "l'Inferno di Dante nelle grotte a Pertosa", rappresentazioni drammatiche di scene dalla Divina Commedia. Tu ed altri tuoi cari recentamente defunti attraversate in barca l'Acheronte, il fiume del dolore nella mitologia greca per entrare negli Inferi. Il ruolo di Acheronte è sostenuto dal fiume Negro; il ruolo degli Inferi invece...beh...da 35 milioni d'anni di geologia. (Speleotemi fasulli di cartapesta non sono richiesti, grazie!) Una dozzina di attori, guide e lettori—aiutati da fiaccole, musica, vari materiali scenici ed effetti multimediali—poi vi portano attraverso varie scene nell'Inferno, nel Purgatorio e nel Paradiso, le tre parti della Divina Commedia. Lo spettacolo è ideato e diretto da Domenico M. Corrado di Tappeto Volante, una società specializzata nella realizzazione in forma di spettacolo della letteratura e di eventi di natura artistica. (Questo include, per esempio, anche la rappresentazione di Orfeo ed Euridice nelle vicine grotte di Castelcivita.)
Aiuta sempre conoscere la Divina Commedia nell'originale o attraverso traduzioni prima di andare a vedere lo spettacolo. Gli Italiani naturalmente non hanno problemi in merito dato che tutti ad un certo punto nella vita scolastica sono caduti in una specie di coma letterario causato dal ronzio della voce di qualche professore infernale. La pubblicità per lo spettacolo porta un commento che penso sia ripetuto da tanti tormentati ex-alumni: "Grande! Dov' era tutto questo quando ho studiato io?!"

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bibliografia:
—Carucci, P. (1907) La grotta preistorica di Pertosa in Provincia di Salerno. Di Gennaro & Morano, Napoli.
—Cremonesi, Renata Grifoni. (2007) "Notes on some cultic aspects of Italian Prehistory" in Documenta Praehistorica XXXIV. University of Ljubljana, Faculty of Arts, Department of Archaeology.
—Parise, Mario. (2011) "Some Considerations of Show Cave Management Issues in Southern Italy," in Karst Management, Phillip E. Van Beynan editor. Springer, New York.
—Santangelo N., Santo A. (1997) "Endokarst processes in the Alburni massif (Campania, southern Italy): evolution of ponors and hydrogeological implications" in Zeitschrift fur Geomorphologie, Vol 41, Issue 0, p. 229-246, Schweizerbart, Stuttgart.
By Jeff Matthews
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