Rifugi antiaeri e difesa passiva

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Scritto da Gianluca Padovan   
Giovedì 26 Luglio 2012 19:28

Cercare e documentare i rifugi antiaerei vuole dire andare a rimestare in quell’oscuro periodo in cui la popolazione civile era costretta ad infilarsi sotto terra, nella speranza di scampare ai bombardamenti aerei.

Tra la Prima e la Seconda guerra mondiale vige ovunque la consapevolezza che i civili saranno l’obiettivo primario ed il timore è che li si attacchi mediante gli aggressivi chimici. Non succederà, fortunatamente, ma si troverà «di meglio»: la bomba atomica. Così tutta la fatica di prepararsi all’evento-gas andrà in fumo con due sole bombe sganciate in Giappone. All’epoca, e non solo in Italia, usciranno numerose pubblicazioni per informare e addestrare i civili in caso di attacco aereo. Grazie alla collaborazione con NUg, ovvero Napoli Underground, se ne presentano due, della prima metà degli Anni Trenta. Buona lettura. E ricordate che se si desidera la guerra il passato informa: si tornerà come in nostri genitori o i nostri nonni, sotto terra, aspettando che la «tempesta di fuoco» passi altrove. Ma, stavolta, sarà peggio.

Gianluca Padovan (Ass.ne SCAM – FNCA)

Progetti di costruzioni antiaeree (7.7 MB)

Il problema sanitario della difesa aerea civile (16 MB)

 

Commenti  

 
# NeandertalMan 2012-07-26 19:35
I vostri contributi sono sempre estremamente preziosi.
Sono certo che un'attenta lettura potrà contribuire a mantenere viva la consapevolezza di quanto orrore ci sia nelle guerre.
Grazie!
 

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