PERFORMING ART CAMPANIA - ASSOCIAZIONE CULTURALE
presenta
ZEZASKI ORCHESTRA PietrArsa&Mimmo Maglionico, ‘O lione, ‘O Rom in concerto
Intervento di intermediazione culturale tra Napoli ed il mondo Rom

La contaminazione delle culture, dei comportamenti, delle usanze e delle forme musicali appare oggi quasi come una necessità, come un evento naturale di inevitabile accadimento. Un fenomeno che negli ultimi anni è andato ampiamente incrementandosi con l’arrivo sempre più massiccio nel nostro paese di immigrati provenienti dall’africa, dai paesi asiatici, India, Pakistan, Sry Lanka, come dai paesi arabi e balcanici. E’ così che spesso, di sera, mi capita di ascoltare dalle scalette che portano ad un ex carcere ormai abbandonato nei pressi di Salvator Rosa, melodie e ritmi di paesi lontani, canti e ritornelli intonati da gruppi di persone che si riuniscono per passare qualche ora insieme rivivendo, per qualche ora, le loro tradizioni, la loro musica, quasi a voler recuperare un mondo fatto di usanze e costumi assimilati nei secoli, un legame con le origini, con la terra madre che improvvisamente è stato reciso come un cordone ombelicale. Nasce così il progetto di Mimmo Maglionico, da un’idea del direttore artistico del festival Dario Zigiotto, un progetto che vuole rivalutare e mettere insieme queste sonorità lontane che riecheggiano nelle strade di Napoli e contaminarle con le musiche tradizionali dell'Italia Meridionale, mettere insieme le musiche balcaniche di area rom fondendole con quelle della nostra tradizione. La Zezaski orchestra unisce infatti la paranza d’O Lione, uno dei gruppi che meglio rappresenta la tradizione campana nelle sue forme più originali, le atmosfere world della musica di Maglionico e il gruppo ‘O Rom. Un progetto capace di porre in reciproca e scambievole relazione storie di popoli e tradizioni, incastri melodici e sonori che, nel risultato finale, saranno in grado di proporre una testimonianza attiva della possibilità di sintesi pacifica tra modalità e stili normalmente destinati a percorsi paralleli se non addirittura antitetici e che ambisce a far calare quel muro di pregiudizio e diffidenza verso le popolazioni rom. Il tutto all’insegna di quella volontà di sperimentare, di cercare nuove strade e nuove soluzioni all’espressività musicale per contribuire ad abbattere, ogni barriera ed ogni divisione tra i popoli e i generi musicali.
