“...Il napoletano è convinto d'avere per sé il paradiso e si fa un'idea ben triste delle terre del settentrione...La città stessa di Napoli si presenta piena d'allegria, di libertà, di vita...Si dica o racconti o dipinga quel che si vuole, ma qui ogni attesa è superata. Queste rive, golfi, insenature, il Vesuvio, la città con i suoi dintorni, castelli, le ville! Al tramonto andammo a visitare la grotta di Posillipo (la Crypta Neapolitana, n.d.r.), nel momento in cui dall'altro lato entravano i raggi del sole declinante. Siano perdonati tutti coloro che a Napoli escono di senno!”.

Nel 1787 Goethe annotò queste entusiastiche parole durante il suo soggiorno napoletano. Egli faceva parte di quella schiera di viaggiatori colti che nei secoli hanno percorso queste contrade alla ricerca delle testimonianze di un passato che si perde nel mito e nel sogno, luoghi resi celebri da Virgilio, Orazio, Stazio, Svetonio, Tacito...
A partire dal periodo repubblicano e durante i primi secoli dell'Impero lungo queste coste il fior fiore dell'elite romana, attratta dalla bellezza dei posti, costruì splendide dimore alla ricerca di quiete e ristoro. Una di queste ville, denominata appunto “Pausilypon” (Riposo dagli affanni), occupò parte di un promontorio a strapiombo sul mare che successivamente fu appellato “Posillipo”.
La ricca residenza apparteneva ad un controverso personaggio politico del periodo augusteo, Publio Vedio Pollione. Alla sua morte (15 a.C.) il cavaliere romano lasciò la villa in eredità allo stesso Augusto che si premunì di ingrandirla occupando uno spazio che va da Marechiaro alla cala di Trentaremi. Il complesso, servito da cisterne e acquedotto (lungo il percorso sono visibili i resti delle antiche strutture idriche sotterranee), vanta impianti termali, giardini, ninfei, belvedere, un teatro alla greca, un odeon e moltissime strutture verso il mare, tra cui la famosa “Scuola Virgiliana”. Triclini, ninfei, portici, loggiati, in parte sommersi, costituiscono il ricco patrimonio del Parco archeologico sommerso della Gaiola. Qui attraverso boschetti di leccio si è rapiti da una natura vulcanica prorompente, le rupi di tufo giallo coperte di artemisia, ginestra, violacciocca, senecio, lentisco si aprono sul mare in grandiosi antri ricchi di mistero.
Per accedere alla villa fu scavata una galleria che sbuca a Coroglio. La cavità, denominata “Grotta di Seiano” (il Pontano affermò che il costruttore fu il famoso ministro di Tiberio, Seiano), è lunga circa 770 metri. Grazie a tre cunicoli che si aprono lungo la parete sud non mancano luce ed aria. Uno di questi, visitabile, conduce ad un suggestivo belvedere che affaccia su Punta Cavallo e Cala Trentaremi.
La galleria conobbe alterne vicende, dovute principalmente al fatto che parte di essa è ricavata all'interno della pozzolana friabile ed è stata quindi soggetta a diverse frane. Fu restaurata nel IV secolo d. C. (come è attestato da un'epigrafe lì ritrovata) e dopo il XVI secolo se ne perse il ricordo. Fu riscoperta nel 1826 e nel 1840 il re Ferdinando II di Borbone ne ordinò la ristrutturazione per farla rientrare nei percorsi di quel turismo colto che, come abbiamo detto, a Napoli non è mai mancato. I lavori furono conclusi nel 1841 e la galleria fu dotata di ciclopici sottarchi di tufo (ne abbiamo contati 77) per sorreggere la volta che hanno in parte ristretto il passaggio ma che hanno permesso di conservare l'antica murazione in opus reticolatum. Una piccola necropoli è visibile all'esterno del tunnel nella parte che sbuca nel vallone della Gaiola mentre sulla parete nord della galleria, nella sua parte finale (sempre ad oriente), sono presenti alcune nicchie scavate nel tufo e segni devozionali cruciformi, lì dove è stata collocata una piccola base di marmo recuperata durante gli scavi.
E come tutte le cavità partenopee anche questa diede rifugio agli abitanti della zona durante i bombardamenti della II guerra mondiale, testimonianze sono visibili in particolare nel secondo cunicolo laterale che abbiamo precedentemente descritto.
E' possibile visitare la grotta di Seiano e il Parco archeologico del Pausilypon nei giorni feriali con ingresso gratuito a cura dei Servizi Comunali alle ore 9.30, 10.30 e 11.30 previa prenotazione (0812301030), invece le visite guidate, comprese le domeniche e i festivi (orari 9.00, 10.30, 12.30), sono a cura del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus previa prenotazione (0812403235).
Le visite guidate prevedono itinerari via mare con battello dal fondo trasparente o barca a vela, itinerari nel mare (snorkeling ed immersioni), itinerari via terra ed itinerari integrati terra e mare.
Per maggiori informazioni www.gaiola.org oppure www.areamarinaprotettagaiola.it

(Planimetria della Grotta di Seiano a cura dell'Archivio Disegni SANC, Studio Falanga)
Foto della Grotta di Seiano, del Parco archeologico del Pausilypon e della Gaiola
Qui, invece, troverete una vecchia storia ambientata sempre in questi luoghi: La prima volta
La scheda inserita nella sezione "Itinerari" con tutte le indicazioni.
Per i tour e le visite guidate vi consigliamo l'applicazione "iTour Na" (per iPhone/iPod touch compatibile con iPad) scaricabile gratuitamente a questo link:
http://itunes.apple.com/it/app/itour-na/id478820152?mt=8
Commenti
Il contributo di 5 euro versato all'associazione sortirà il duplice scopo di contribuire a sostenere l'iniziativa (che merita tutto il nostro e vostro appoggio) e, contemporaneame nte, farvi sentire partecipi della tutela e conservazione di uno dei posti più belli della nostra città.
Partecipate numerosi!
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