La croce greca è un simbolo molto antico. I tagliatori di pietra greci la usavano per le loro incisioni così come il segno “a squadra” che pure abbiamo incontrato nella nostra escursione. Anche i romani hanno utilizzato questi due segni e li ritroviamo nel repertorio dei lapicidi almeno fino in epoca bassomedievale. Ricordiamoci che stiamo parlando di un acquedotto greco-romano in funzione almeno fino alla fine dell'Ottocento e quindi continuamente rimaneggiato.
C'è da fare un'altra considerazione. La gestione e manutenzione delle acque era affidata ai cosiddetti “pozzari”. Se è vera la massima
nihil sub sole novum questi dipendenti pubblici dell'acquedotto di Napoli facevano “il bello e il cattivo tempo” lì sotto (ci è capitato di imbatterci in “strane” anomalie nel funzionamento idrico di alcuni cunicoli e cisterne...veri e propri stratagemmi per furti d'acqua)

! L'acquedotto è un vasto e intricato labirinto e i vari addetti ai lavori avrebbero avuto bisogno di marcare le loro personali “zone d'influenza” così da evitare possibili sconfinamenti ed organizzare meglio il lavoro. La cosa più logica sarebbe stata l'utilizzo di segni di riconoscimento, segni semplici per gente semplice che si andavano probabilmente ad aggiungere a tutte le altre incisioni lasciate nel corso della Storia del nostro sottosuolo.